NO LOGO: wanderings

Saluti a tutti,

alcune riflessioni, in seguito alla coinvolgente saga del no logo,
multinazionali, pubblicità comunicazione & company.

Ho l'impressione (giusta o errata che sia, su questo mi piacerebbe
confrontarmi) che stiamo vivendo, o almeno lo spero, un momento molto
particolare per quanto riguarda il nostro sistema economico-sociale:
Per circa 30/40 anni la nostra società (in particolare nei sui aspetti
economici) ha contrapposto (al socialismo reale) prima e poi
inevitabilmente proposto come unica via di sviluppo una filosofia fondata
si sulle libertà, ma guidata dalla libertà di consumo.

In particolare sono state implementate delle vere e proprie politiche
economiche basate su questo elemento, vedi reganomics (in soldoni la
politica era meno tasse, più soldi alle famiglie, più consumi, più
produzione, crescita del sistema economico in generale).

Gli esperti economici e le lobby economiche, quindi il marketing, quindi
la comunicazione hanno dovuto promuovere una società in modo tale che
questa potesse accogliere i suddetti precetti. Come?

Si è spinto verso prima una disaggrezione e in seguito verso una
riaggregazione ad hoc per la crescita capitalistica.

La disaggregazione, la parte più difficile, non si è mai compiuta in modo
totale anche se è stata pressochè massiva e più che sufficiente per lo
sviluppo necessario.

E' avvenuta attraverso un annullamento di forme aggregative di tipo
ideologico che si potessero frapporre ad un tale sviluppo e attraverso la
promozione di un forte narcismo nelle persone. Il successo di una persona
è stato lentamente prima collegato alla qualità delle cose in suo possesso
e in seguito ad un brand. Il successo è divenuto misurabile attraverso
degli elementi standard rappresentanti una vera e propria scala di
valutazione.

Lo studio dell'immagine, della comunicazione ha seguito questo percorso e
ha contribuito a promuoverlo in senso fondamentale.

Nessuno in un tal contesto, giustamente squadra vincente non si cambia, ha
realizzato messaggi alternativi. (strano però)
Il nostro sistema, fondato sulla libertà di espressione, di iniziativa
etc, è risultato in fondo monotematico.
Strano.

Certo ci sono state iniziative di tanti generi ma l'idea generale è
rimasta sempre la stessa. La libertà di ciascuno di intraprendere, di
pensare, di fare invece che rappresentare un caos creativo è risultato
come qualcosa di ordinato, funzionante senza crepe, e immediatamente
inseribile nel sistema.

Strano.
I sistemi alternativi sono stati prima demonizzati (giustamente, spesso)
dalla politica, in modo tale da creare due blocchi contrapposti e in
seguito si sono autorivelati dei bluff.

una volta che l'unico elemento di aggregazione di tipo non narcisistico
(capitalismo, comunismo) è venuto meno, è nata a fatica una visione
alternativa all'interno dello stesso sistema: eresia.
in particolare le informazioni grazie ad internet non sono state più
massiciamente veicolate ma si sono autoorganizzate e allargate attraverso
canali informali.

Chi ha pensato che l'esigenza di un libero pensiero non toccasse il
sistema economico si è sbagliato, evidentemente.
invece di capirlo si è cercato di nasconderlo, di criminalizzarlo e
racchiuderlo entro confini politico ideolgici di vecchia data. quante
volte risento parlare di comunismo, fascismo.
Si utilizzano vecchi schemi per descrivere movimenti frutto della società
odierna, non di 40 anni fà. Perchè?

Siamo arrivati ad un punto molto particolare, secondo me. le criticità
della società odierna sono state coperte fino all'inverosimile dai
rappresentanti formali (gov parlamenti etc) tanto che ci siamo avviati ad
uno scontro che difficilmente potrà diventare incontro, a mio avviso
(senza che un delle due parti ceda molto).

Normalmente oltre a creare stili di dita le grandi multinazionali cercano
di cavalcare le mode che nascono internamente alle nostre società, ma sono
mode controllate( mi viene in mente oliviero toscani). economicamente
corrette.

La "moda" (spero vivamente non lo sia) no logo, non può essere
effettivamente cavalcata per il semplice motivo che critica elementi
fondamentali del sistema economico odierno.
E' difficile che qualcuno faccia publicità contro se stesso.

Mi chiedo: e allora che succede?

c'è chi non partecipa a genova, c'è chi non partecipa, c'è chi ci crede,
c'è chi non ci crede... se ne parla comunque e l'esigenza di parlarne
esiste...ne è un esempio la nostra lista (complimenti ancora).

economicamente parlando, esiste una domanda (forte), l'offerta allo stato
attuale è molto limitata....secondo le leggi del libero mercato ci
dovrebbe essere una nascita spontanea... si può permettere di farla
nascere? per ora non lo stanno permettendo?

Il colpo di coda o la semplice strumentalizzazione che ho visto
ultimamente con la guerra mi ha convinto ancora di più del fatto che non
si vuole accettare, nei paesi della libertà (?) qualcosa di diverso.
la comunicazione in senso lato ha subito cercato di identificare blocchi
contrapposti, i buoni e i cattivi:

1. le idee no global sono state immediatamente identificate, nonostante
che i numeri e le testimonianze dicessero diversamente, con la violenza.

2. appena è scoppiato il conflitto le idee no global sono state
immediatamente identificate con atteggiamenti pro terrorismo

3. adesso si deve essere pro o contro l'america in senso assoluto, senza
riserve. tutto come prima (solo che prima c'era il comunismo)
(bò...ho dei seri dubbi)

questo contrapposizione tra due visioni della stessa società può essere in
parte mitigato da una nuova era della pubblicità e della comunicazione?

saluti a tutti

lorenzo

P.s: per scrivere qualcosa di accettabile su un argomento del genere
occorrerebbe almeno 10 cartelle. ho evidenziato per cercare di rendere più
chiari i miei concetti magari attraverso affermazioni che ad alcuni
potrebbero sembrare eccessive, prego quindi di cercare di leggere tra le
righe e non di soffermarsi sulla singola affermazione....