No taxation without representation...era Tassare i CD Vergini - Per il Dott Melai

Ciao a tutti

ho letto con molto interesse gli interventi sulle nuove norme relative
alla tassazione dei CD e di altri supporti di memorizzazione. Sono molto
interessato a queste tematiche dato che il mio lavoro è vendere
informatica.

Vorrei precisare che le norme allo studio non prevedono solo
la tassazione dei supporti di registrazione consumabili, ma di qualsiasi
supporto di memorizzazione atto a registrare musica, video o altro
materiale coperto da copyright.

Un'applicazione estensiva di questa
interpretazione significherebbe non solo la tasssazione di supporti
registrabili e di masterizzatori di CD e DVD, ma anche di hard-disk,
memorie compact flash, chiavi USB, etc

Ho letto che qualche collega del Dott. Melai propone di tassare gli
internet provider in virtù del fatto che lungo le loro linee transitano i
file "piratati" . Ovviamente su questa strada ci sono infinite
varianti....perchè non tassare la carta che potrebbe essere usata per
riprodurre libri, spartiti o immagini ? Non dimentichiamo gli strumenti
musicali, i fotopiatori con relativi toner, i fax, le linee telefoniche, i
cellulari, i merli indiani e i canarini, le pellicole fotografiche, e non
ultimi i box doccia, luogo di riproduzione non autorizzata di canzoni, per
di più con l'aggravante di un'esecuzione non sempre professionale...

Last but not least, ogni essere umano è dotato di uno strumento di
memorizzazione fin dalla nascita...su questo propongo una tassazione
forfettaria, che ogni genitore potrebbe versare alla nascita dei pargoli.
Ovviamente con un'addizionale qualora i bimbi crescendo dimostrino
spiccate attitudini musicali, atte ad aumentare la loro capacità di
memorizzazione...

Vorrei attirare la vostra attenzione su questi sviluppi che definirei
curiosi...dunque da una parte abbiamo delle società private, chiaramente a
fini di lucro, che hanno inventato un modello di business, cioè creare
materiale indirizzato al divertimento e al tempo libero, talvolta anche di
contenuto artistico non indifferente, e veicolarlo agli utilizzatori
tramite supporti e rappresentazioni ( concerti, cinema, TV free o pay etc
etc )

Queste società decidono ovviamente in autonomia cosa e come produrre
in base alle richieste del mercato e alle proprie scelte manageriali
autonome. Ora un rivoluzione tecnologica mette in crisi questo modello di
business : i supporti sono facilmente copiabili....non solo, non serve
neanche più un supporto, i prodotti sono ora trasmissibili via rete in
qualsiasi parte del globo e con l'aumentare della banda potranno essere
fruiti in diretta, attingendo non da un operatore professionale, ma da un
qualsiasi persona presente sul pianete

Certo una rivoluzione epocale, c'è da capire questi signori che si vedono
improvvisamente mettere in discussione tutto il modello sul quale hanno
costruito rispettabilissime attività imprenditoriali si sentano sotto
assedio....è penso quello che succederebbe a me se improvvisamente i PC
scomparissero, sostituiti da microapparecchiature integrate nelle
abitazioni, quello che deve essere successo ai produttori di locomotive a
vapore quando hanno inventato i locomotori diesel ed elettrici .... di
solito in questi casi l'imprenditore che fa ? Cerca di modificare il
proprio modello di business ( si pensi a Olivetti..dalle macchine da
scrivere ai PC e poi alla telefonia ). di cavalcare ( i più illuminati di
anticipare ) i cambiamenti tecnologici, di capire se e come la propria
attività è ancora possibile...oppure scompare....

I produttori di contenuti
invece suggeriscono una strada nuova...la tassazione di chi è dotato di
strumenti tecnologici atti ad usare i loro prodotti...un po' come se
Barilla non ci facesse pagare la pasta, ma percepisse dallo stato una
tassa su scolapasta , pentole oltre una certa dimensione e consumo di gas
da cucina....immaginiamo questo futuro....le tecnologie di cui parliamo
sono ormai diffuse nel cento per cento della popolazione, TUTTI, ma
proprio tutti sanno duplicare un film e non c'è alcuna differenza
avvertibile tra un film duplicato e uno "originale",
NESSUNO, ma proprio nessuno ( beh magari uno il primo sì :-) compra più
un film "originale" ....quindi i produttori di contenuti avrebbero come
unico o principale introito questi contributi pubblici provenienti dalla
tassazione....in base a quali criteri saranno attribuiti i contributi ?
Immagino in base a meriti artistici...a questo punto dato che con le MIE
tasse verranno finanziati film e musica, mi sento in diritto di dire la
mia, tramite i miei rappresentanti politici ( secondo il motto liberale no
taxation without representation ) su cosa e come viene prodotto e pagato
con queste tasse....non solo....mi aspetto che questi produttori NON
abbiano fini di lucro, ma perseguano solo fini di gestione economica delle
loro attività con obbligo di reinvestire in toto gli utili in nuove
produzioni ( sul modello delle fondazioni tipo National Geographic )

E' questo che vogliamo ? E' questo che volete ? Nel suo caso io posso
anche essere d'accordo sul fatto che alcuni film di Disney rappresentino
un patrimonio dell'umanità e che quindi meritassero di essere finanziati
con fondi pubblici...ma "Vacanze sul nilo" ? E gli 883 ? Mhhh..... non
appoggerei mai un partito che proponga un aumento dei fondi per Gigi
D'Alessio :)

Ho portato le cose all'eccesso proprio per mostrare come sia assurda la
soluzione proposta dai produttori.... fatevene una ragione, il business
della distribuzione dei contenuti mediante supporto è MORTO, è morto
perchè il supporto, in quanto duplicabile, non ha più alcun valore
aggiunto per l'utente. I cinema rimangono, la televisione free rimane, le
radio anche, i concerti pure....se magari cominciaste a concentrarvi su
come dare nuovo valore ai supporti o comunque alla distribuzione a singolo
utente dei vostri contenuti avreste miglior fortuna che nel cercare di
arrestare una marea che non potete fermare

Con i migliori auguri

Giorgio Brojanigo
Bow.it