Notizie, pubblicita' e buon gusto

Sfogliando le molte pagine web che siti di informazione dedicano alla
strage di carabinieri e soldati a Nassiryah, mi sono ritrovato a
contemplare numerose inserzioni pubblicitarie che trovano posto nel corpo
del testo della notizia medesima - un esempio tra tanti, Repubblica
(http://www.repubblica.it/2003/ k/sezioni/esteri/iraq5/nassi/n assi.html)
con il banner (credo che voi "tecnici" lo chiamiate cosi') di
Artisanexpo.it.

Mi rendo conto che la pubblicita' sia un elemento fondamentale della
comunicazione online, quantomeno perche' consente di mantere gratuito
l'accesso ai siti dell'informazione. E mi rendo conto che, nel caso
specifico, non si possa attribuire alcuna responsabilita' all'azienda che
si pubblicizza.

Non dovrebbe pero' esserci una responsabilita', o
quantomeno il buon gusto, da parte di webmaster e direttori responsabili
per evitare questa sgradevole commistione? La mia sensazione e' che, nel
contesto di notizie particolarmente drammatiche e dolorose, queste forme
di comunicazione siano inopportune e di pessimo gusto. Ho trovato
particolarmente inappropriato un messaggio pubblicitario scherzoso ed
ammiccante incapsulato nella notizia della morte del Premio Nobel Franco
Modigliani alcune settimane fa.

Sono io ad essere ipersensibile, o questo e' un problema anche per voi?

Adolfo Laurenti
Associate Economist
LaSalle Bank/ABN AMRO
Chicago