Obama vs. McCain in tv

Mi sono preso la briga di caricare la sveglia alle 3 di mattina (!) per vedere in diretta il confronto Obama-McCain su Rai News. Già questo piccolo fatto segna il divario di interesse tra la politica nostra e la loro: mai mi sarei alzato a quest'ora, neppure a pagamento, per vedere un confronto televisivo Berlusconi-Veltroni. La sola idea anzi mi fa venire l'orticaria.

Tento un'analisi dal punto di vista "mediatico". Si è trattato del penultimo "scontro" tra i due candidati alla presidenza, prima di quello del 15 ottobre, in cui probabilmente si alzeranno ancora i toni, fini qui piuttosto sonnacchiosi. . Anche in questo caso il termine "confronto" è apparso un po' fuori luogo: i due candidati praticamente non si sono mai rivolti la parola, erano fisicamente vicini a pochi metri ma senza alcun scontro dialettico diretto.

La formula era quella di rispondere alla domande di una platea di selezionati spettatori e del conduttore. Il quale pare abbia ricevuto via mail 6 milioni di domande (!), delle quali ne sono state selezionate 6 o 7. Obama si è presentato fascinoso come al solito, sorridente, sicuro di sé, apparentemente rilassato (anche se ha bevuto diverse volte dal suo bicchiere d'acqua). McCain era più sciolto e meno controllato nell'eloquio, ma fisicamente molto rigido per via dell'età, costretto a muoversi a piccoli passettini.

La prima cosa che mi ha sorpreso è che entrambi i candidati reggevano un microfono, come se fossero dei presentatori. Una scelta incomprensibile, quasi nessuno oggi usa i microfoni a mano: entrambi, se non ho visto male, avevano anche il microfono a clip (lavalier) sul bavero. Siccome questi show elettorali sono studiati fin nei minimi dettagli, ho pensato che fosse una precisa scelta "estetica": tenere in mano un microfono comporta una maggiore compostezza mentre si parla. Si gesticola di meno, e si elimina il problema di "dove tenere le mani". Una mano in tasca può far sembrare disinvolto il candidato, ma anche superficiale. Una mano sul fianco può apparire indisponente, tenere incrociare le braccia dà un segnale di chiusura, tenere le mani dietro la schiena suscita diffidenza, tenerle lungo i fianchi invece può far sembrare troppo rigidi eccetera. Col microfono da tenere in mano, il "body-language", il linguaggio del corpo, è più sotto controllo.

I due candidati avevano un piccolo tavolino per prendere appunti (si è visto che McCain è mancino) e una specie di sgabellone. Saggiamente, nessuno dei due si è seduto. Anche la postura però denunciava la differenza di età: plasticamente appoggiato con eleganza Obama, quasi seduto invece, con le gambe giunte, McCain. Questi aveva gioco facile nel recitare la parte del buon padre di famiglia, dovuta più che altro ad una questione anagrafica, cercando di far pesare sul più giovane avversario una maggiore esperienza e (presunta) saggezza. In svantaggio fin qui nei sondaggi, il vecchio senatore repubblicano ha dovuto essere parecchio aggressivo nei confronti di Obama, ma i risultati sono sembrati modesti, a volte è sembrato più stizzoso che saggio. Obama pareva più posato, più autorevole, più "presidente". Abbastanza comico quando ha dovuto ribattere, imbarazzato, ad una affermazione di McCain: "Non ho mai detto che voglio invadere il Pakistan". Personalmente ho avuto un sussulto quando Barack ha detto, testuale, di voler "uccidere" Bin Laden. Un futuro presidente che ha nel programma quello di uccidere qualcuno, sorprende un po', almeno noi italiani. Figuratevi se Berlusconi o Veltroni durante la campagna elettorale annunciassero di volere uccidere Amadinejahd!

A tratti il faccia a faccia francamente mi è sembrato una recita: entrambi i candidati erano attentissimi a non commettere passi falsi, a non fare gaffes, a mandare a memoria risposte evidentemente provate mille volte col proprio staff. Anche i tempi troppo ristretti, appena 2 minuti per le risposte, se da una parte agevolano la sintesi, dall'altra portano i candidati ad esprimersi per slogan. Come si fa a fare un ragionamento serio di politica estera, o di economia, in soli due minuti? E' impossibile. Infatti la gran parte delle risposte è stata un noioso ribadire di concetti studiati a tavolino. Sui contenuti c'è poco da dire a mio parere, trattandosi appunto di pura propaganda e di generiche buone intenzioni.

E' apparsa a tratti chiara la differenza tra la realtà italiana e quella americana. Noi ancora irrimediabilmente e incorreggibilmente ideologici (sinistra-destra eccetera), loro molto più pragmatici. L'economia, dopo il disastro delle banche e dell'economia USA, è al centro dell'attenzione di tutti, così come "l'assicurazione sanitaria" che per gli americani pare, a giudicare da domande e risposte nel dibattito televisivo, una vera ossessione.

A mio parere il confronto si è chiuso con un leggero vantaggio per Obama. La strada fino al 4 novembre, giorno del voto, è però ancora lunghissima e può succedere di tutto. Cosa ne pensate di questi due "prodotti" politici americani? :)