Omnia munda mundis (was: http://punto-informatico...)

Buongiorno a tutti.

Posso dire la mia? Il dibattito si infiamma...

Il numero dei connessi aumenta, qualcosa vorrà dire. E' ovvio che la
percentuale degli "utenti inesperti" (vogliamo chiamarli idioti? pas de
probleme, ma prima o poi da qualche parte qualcuno...) aumenti. Vorrei che
vedeste talvolta nell'azienda per cui lavoro, tra posta elettronica,
protocolli, download, motori di ricerca...

Ma RobVen ha ragione: nel caso, anche gli imbecilli sono un target.
Infatti i videoregistratori, i telecomandi, i decoder ecc. sono sempre più
usabili.

[RobVen]
Se Internet si allinea alla media, il numero di idioti collegati sale -
quindi sale la domanda di contenuti da idiota.
Il mercato quindi, per soddisfare la domanda, esprime una offerta di
contenuti da idioti, se gli idioti hanno i soldi in mano.
Ergo Internet, se vuole diventare un mass media deve abbassare i livelli
qualitativi... o no?

Chissà? Certo chiede all'Internet la tipologia di contenuti che chiede al
resto del mondo: giornali, Tv, ecc. Chiede informazione (anche
commerciale), entertainment, edutainment... La differenza è che per vedere

  • che so? - Telelombardia basta continuare a schiacciare il telecomando,
  • con un browser uscire dai "marchi affermati" è più difficile. Lo stesso
    vale per i giornali, of course.

    [RobVen]
    Dal punto di vista del business puro senz'altro si', seguendo evoluzioni
    gia' collaudate dalle TV commerciali (con il vantaggio pero' che ci si
    puo' ritagliare ampie nicchie di contenuti di alto livello per target meno
    mass e piu' colti).
    Dal punto di vista etico la roba fa ribrezzo. Dal punto di vista del vile
    denaro la cosa ha perfettamente senso...

    Dal punto di vista del business, dal mio men che minuscolo punto di
    osservazione vedo che (maledetti loro! ;-)) i potenziali clienti chiedono
    "more info" di quanta se ne trovi sugli strumenti di vendita tradizionali
    (cataloghi cartacei).

    Mi viene il dubbio (magari qualcuno mi risponde?) che l'Internet aiuta a
    vendere prodotti se si regala molta informazione. E però (ma questo è il
    mio "particulare") che l'informazione che si regala su Internet la si
    risparmia altrove (call center, cataloghi cartacei, ecc.).

    Qualità dei contenuti, dei format, dei programmi, dei siti? Ahinoi, decide
    "la ggente". Probabilmente, gli idioti. Ma si comincia (quasi) sempre da
    lì, e poi...

    E poi arriva anche l'Internet della libertà di espressione. Certo non per
    tutti, ma per molti si.

    Di cosa vivrà quest'ultima? Di passione (gratis et amore dei, diceva)
    molto, un pochino anche di "tornaconto": si impara e quindi si migliora,
    si migliora e si cresce professionalmente, cresce l'azienda, si guadagna
    di più...

    Per tutto questo, qualche ora o qualche lira le vogliamo investire o no?
    Non perchè siamo "più bravi", più generosi, più "civili", ma perchè siamo

  • al momento - più esperti e più furbi. Ci appassioniamo di più, ci
  • divertiamo di più, (molto raramente) guadagniamo di più oppure (speriamo)
    guadagneremo di più.

    Non degli altri, di prima. Non l'avevate capito? Neanch'io.

    Baci alla lista

    Matteo Lucchini