Pagate per uccidere i motori

Ciao a tutti,

Angelo Caravaggi:

Per cui oltre a tutte le cose già dette e stradette (ovvero: fare
attenzione ai meta tags, titoli HTML, densità keywords, research
content, pochi grafici, link popularity, includere la strategia SEO da
subito nello

Ok. Molto interessanti, i commenti di questi
giorni sui motori. Tutti molto tecnici e molto
amanti del pay for placement. O di altri sistemi
analoghi.

Mi sono solo stupito per due cose.

Primo: troppa fiducia, qui, nel credere che i gestori
dei motori raccontino sul serio quali tecnologie
di ranking adottano. Secondo me non lo fanno.

Secondo: la pubblicita' su una rivista o in Tv non
tocca la qualita' del servizio. Il pay for placement
si'. Chi cede al Pfp fornisce agli utenti un servizio
scadente rispetto a chi non lo fa. E perdera' clienti,
se il mercato non e' un'opinione.

Sul secondo punto, qualche parola. Voi markettari,
vedete come positive queste tecniche. Io, che scrivo
spesso per chi fa ricerche, le odio e le stronco.

Se si guarda la questione dal punto di vista
dell'utente... Sara' un caso se Google, l'unico
grosso che non ha ceduto al pay for placement, sta
avendo tanto successo? A parte questo, sui motori che
vendono le parole chiave, chi continuera' ad andare?
La massa impreparata. Che peraltro usa directory e
portali, non motori. Virgilio, non Altavista. Oppure
Repubblica On line. Una massa di basso livello, poco
attenta, non segmentabile.

Gli utenti piu' esperti e piu' esigenti (e piu' ricchi
e piu' segmentabili) si sposteranno, Imo, verso le
directory o i motori specializzati o locali. Dove
tra l'altro si puo' fare pubblicita' tradizionale
(tradizionale si fa per dire ;-), con i banner,
ma piu' mirata.

Non so predire il futuro dei motori generalisti,
ma la vedo brutta e non credo che il pay for placement
sia una soluzione.

Insomma: chi punta sul pay for placement paga per
distruggere i motori. Che, d'altra parte, sarebbero
morti comunque per mancanza di profitti. E questo
non significa che chiuderanno tutti... ci sara'
solo il solito doloroso riaggiustamento del mercato,
penso.

Altra cosa. Qui si e' toccato l'argomento
dell'Invisible Web. Il Web invisibile, cosi'
come se ne parlava due o tre anni fa, non
esiste piu'. Volendo, oggi un motore di ricerca
puo' indicizzare quasi tutto. Anche i data base,
anche le immagini, i Pdf e gli Mp3. E non
solo. Un buon motore puo' anche fottere gran
parte delle tecniche usate dai guru del placement
per migliorare il ranking, come l'uso di troppe
parole chiave non pertinenti nei Tag. Si', la
tecnologia ha gia' studiato e realizzato anche
questo, e da parecchio tempo.

Resta solo un problema. Con l'attuale crescita
della Rete, indicizzare proprio tutto costa troppo.
Ed ecco che si cerca di limitare gli indici
geograficamente o per interessi specifici, anche
da parte dei grandi motori.

Insomma... tutto punta verso la suddivisione del
mercato dei motori in settori, aree geografiche,
fette e fettine.... in cui si puo' proporre in
modo discreto della pubblicita' molto mirata.

E' un'idea solo mia, errata? O lo sapete tutti ma
nessuno vuole dirlo? O non siete d'accordo? O non
non ne sapevate nulla?

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)