Pay per Rank e democrazia in Rete

Ciao a tutti,

ho letto con estrema attenzione tutti i messaggi postati a proposito della
diatriba sul Pay per Rank, e la conseguente indignazione di alcuni di voi
(per certi aspetti anche motivata) sul fatto che tale "sistema"
pregiudichi la genuinita' dei risultati.

Ma mi sorge un dubbio, che vorrei esporre "ad alta voce".

Mi spiegate che differenza c'e' fra il pagare un Overture
0.10 a click, e il pagare 2.500 Euro una qualunque societa' di "search
engine optimization" che promette (tramite varie tecniche di keyword rich
pages, doorway pages, keyword domains, url cloacking e chi piu' ne ha piu'
ne metta........ ) di portare il mio sito "ai primi posti" nei principali
motori?

In entrambi i casi mi sembra che ci sia un elemento comune: fregare i
motori.

Anzi, ci sono due elementi distintivi - e comuni:

1. "aggirare" la genuinita' del ranking dei motori
2. fregare la concorrenza

Quindi, non e' genuino (e democratico, peraltro) in nessuno dei due casi.
E' gia', perche' sara' sempre e solo appannaggio dei soliti pochi eletti
(ovvero chi puo' permettersi di spendere).

Tra l'altro, io gestisco un paio di siti per delle associazioni no-profit
(ONLUS et similia) che, notoriamente, non navigano nell'oro; pertanto,
posso scordarmi di vedere questi siti nelle posizioni alte dei motori?

Ah, un appunto per Fabio M., che sostiene che Overture "spanna" i
risultati mentre Google e' un "must"; beh, caro Fabio, forse non usiamo
gli stessi DNS ed io digitando www.etc.etc finisco su dei mirror dei
succitati, perche' da mesi Google non mi da un risultato decente, e se
voglio cercare qualcosa seriamente devo andare su Overture (almeno
questa e' la mia esperienza ...... ).

In definitiva: avremo mai un motore che indicizza davvero in base ai
contenuti (e quindi "human")? Forse Dmoz.org?

Saluti a tutti.
Nicola