pecunia non olet?

Dice Eleonora Rambaldi:

vi ricordate tutto quello che in questa lista
si e' detto ... contro Buongiorno!?
E ora che Buongiorno! ha partner e iniziative
... ed e' accreditato ... convegnoni
di espertoni sull'e-mail marketing ...
possiamo davvero dire che lo spamming non paga?

Non si tratta solo di "Buongiorno". E non solo dell'internet.

Succede, purtroppo, che cosa scorrette e mal fatte "paghino" - anche per
tempi assurdamente lunghi. Per esempio Vanna Marchi ha imbrogliato
spudoratamente per vent'anni, ha avuto protezioni politiche, e' stata
glorificata come "diva" dalle grandi televisioni e dai giornali (che non
hanno la decenza di fare un'autocritica). Solo oggi e' esposta al
pubblico ludibrio - e solo oggi se ne occupa la magistratura.

Il cosiddetto "e-mail marketing" non e' una nuova dottrina. E' una banale
rifrittura di vecchie idee del piu' antiquato "direct marketing" (aka junk
mail) e nel 99 per cento dei casi e' un'etichetta di travestimento dello
spamming (mal verniciato con formule fasulle di "finto consenso" o di
immaginaria selettivita').

E anche tante altre cose... comprese quelle che non sono perseguibili come
truffa, o non sono palesemente inaccettabili come lo spam... ma ugualmente
inquinano il mercato.

Che dire, per esempio, di banche e fondi di investimento che (anche con il
trading online e con le "gestioni di portafoglio" carpite atttraverso
l'online banking) hanno mandato al massacro il "parco buoi" dei
risparmiatori per favorire le proprie manovre e quelle di alcuni clienti
privilegiati?

La triste realta' e' che imbroglioni, pasticcioni, speculatori, inventori
di formule magiche che non funzionano, eccetera, possono fare soldi. E
spesso sono applauditi e riveriti per il fatto che ci riescono. Ma
rovinano il mercato per tutti gli altri - e specialmente per chi lavora
con serieta' ed e' in grado di costruire piu' seriamente.

I crolli e i fallimenti non sono bastati e non bastano. Perche' in molte
di quelle situazioni qualcuno, in un modo o nell'altro, e' scappato la
cassa. Perche' tanti che meriterebbero di fallire sono ancora in ballo.
E perche' alcuni, che non meritavano di chiudere, o di essere soppressi, o
di soffocare per mancanza di risorse, sono stati travolti dagli
sgonfiamenti delle bolle e dalle svariate manovre di fusione, acquisizione
e conseguenti ristrutturazioni.

Ne abbiamo viste tante... e temo che ne vedremo ancora.

Un po' di buon senso e di cose ben fatte, un po' per volta, dovra'
prevalere. Ma la strada e' ancora lunga - e in salita.

Ciao a tutti

Giancarlo Livraghi