Peer to peer in italia?

l'e-mail intende descrivere le modalità di funzionamento della tecnologia
peer-to-peer, fino ad oggi identificabile col fenomeno Napster, e ne
mette in evidenza i possibili impieghi futuri, che mettono in gioco la
struttura attuale centralizzata di Internet e favoriscono la crescita
delle comunità on-line.

Il termine peer-to-peer comprende tutte le tecnologie che permettono lo
scambio diretto di dati, programmi e documenti tra computer.

Attualmente questo tipo di architettura viene utilizzata soprattutto per
lo scambio dei file musicali MP3, reso possibile dal software Napster,
mentre altri programmi, come Gnutella trasportano qualsiasi tipo di file.
Il modello peer-to-peer trasforma i computer client, come i terminali di
una rete aziendale, da puri e semplici fruitori di servizi in fornitori
di risorse.

I client, quindi, diventano server essi stessi, scavalcando il sistema
DNS e senza usare un indirizzo IP fisso.

Rispetto ai sistemi di scambio classico di file su Internet - e-mail o
FTP - l'utilizzo di un software di scambio di file diretto instaura un
collegamento senza intermediari tra il mittente del file e il
destinatario. E' sufficiente connettersi alla Rete e lanciare la funzione
di ricerca del software, che si incarica di interrogare il database
contenente i file messi a disposizione dei navigatori. Una volta che il
software ha identificato su quali terminali al momento connessi si trovi
il file desiderato, esso provvede a trasmetterlo al richiedente.

La nascita dei programmi di scambio diretto di file mette in discussione
il funzionamento attuale di Internet, molto centralizzato malgrado le
apparenze. La maggior parte dei navigatori passano, difatti, il loro
tempo a connettersi ad alcuni Web server che offrono le informazioni di
cui hanno bisogno.

Lo scambio diretto, invece, funziona secondo un modello completamente
decentralizzato in cui i server fungono unicamente da rubrica e in alcuni
casi sono decisamente superflui.

In sé il peer-to-peer non è rivoluzionario, in quanto costituisce una
realtà acquisita da anni per molte imprese, ma che grazie a Napster e
alle altre realtà sorte negli ultimi tempi si è allargato, utilizzando
Internet, a milioni di PC e con essi a quantità fenomenali di risorse.
In questo modo gli utenti potranno trovare e condividere informazioni a
livello planetario, senza l’ausilio di tecnologie sofisticate o motori di
ricerca e aprendo nuovi e impensati scenari di impiego.

L'architettura peer-to-peer potrebbe anche essere impiegata per
alleggerire il carico di lavoro dei grandi server, sempre più
sovraccarichi di dati e funzioni, scaricando alcuni task sugli altri nodi
della rete.

Di conseguenza un modello di questo tipo potrà aiutare le aziende a
ridurre di costi di hardware e a ottimizzare l'utilizzo delle risorse
esistenti.

Un'applicazione interessante potrebbe rivelarsi l'utilizzo dello scambio
di materiale didattico in scuole ed università.

La creazione di una rete peer-to-peer in ambito consumer potrà costituire
una soluzione vincente se si baserà su una comunità on-line preesistente
e se saranno risolti i problemi legati al diritto di autore e alla
sicurezza delle reti.

Il peer-to-peer consente uno scambio di documenti molto più difficile da
controllare. Infatti, quando le forze dell'ordine identificano un Web
server che mette a disposizione degli utenti dei file musicali
contraffatti, basta loro farlo chiudere. Quando sono i computer di
migliaia (addirittura di milioni) di utenti che scambiano continuamente
degli schedari illeciti, diventa estremamente arduo intervenire in modo
efficace...

Avete esempi italiani da aggiungere a questo scritto?

Grazie se ci date qualche esempio pratico che deriva dalla vostra
esperienza.

Il peer to peer esiste in italia?

Gianluca Caffaratti
Luca Rezzani