peer to peer: tecnologia o business?

Ciao -

Gianluca Caffarati giorni fa si chiedeva se l'improvviso interesse per il
peer to peer fosse l'inizio di una rivoluzione.

Il fenomeno del peer to peer si basa su di una architettura distribuita in
cui gli host del network svolgono al contempo ruolo di client e server.

Una logica di architettura che non ha molto di rivoluzionario.

Tecnicamente poi, mi sembra che il procollo di tramissione dei dati, come
nel caso di Gnutella, regga per dimensioni e numero di host contenuti; nel
caso in cui il netowirk si espanda viralmente il sistema rischia la
congestione.

Ma, come si dice, le killer application, a volte ed A POSTERIORI, ci
sembrano applicazione creative di qualcosa che era già sotto agli occhi di
tutti.

La rivoluzione nell'applicazione di questa architettura è passata nel
"caso Napster" molto per quello che, per alcuni, non è nulla più di un
"dirompente" (per le major!) infrangimento legale.

Di fatto però, molti stanno scommettendo sul p2p: Intel in primis.
Ci scommettono forse perchè le potenzialità del p2p sono sinergiche al
loro core-business (abilitare capacità di computing sempre più potenti)

La sfida a mio parere è quella di chiedersi quali altri modelli di
business trovino nel p2p possibilità di generale reale valore: id est,
rispondere ad una rilevanza dell'utenza che altrimenti non potrebbe essere
soddisfatta.

Ci penso ancora un po'.

A presto,
lale