Permission Marketing

Un saluto ad Elena e a tutta la lista,

Apprezzo il fatto che intorno al tema spamming si siano spinti a dire la
loro molti amici della lista. E' forse segno che il fenomeno inizia a
mietere le prime vittime?

Vorrei rispondere in particolare a Stefano Ceresa perche' ritengo che il
suo prezioso intervento possa dare seguiito ad ulteriori controriflessioni
utili alla comunita'.

Il tema della lista è: il marketing.
Il marketing a cosa serve? A fare mercato
E nel mercato cosa si fa? Si vende e si acquista
Ora nel processo di acquisto/vendita ci sono due soggetti, il compratore
e il venditore, con interessi esattamente contrapposti

Venditore e consumatore non sono mossi affatto da interessi contrapposti
ma da un fine comune: tu hai un bisogno ed io offro una possibile
soluzione al tuo bisogno. Quanto piu' vicine sono le esigenze del
consumatore al "sistema di prodotto/servizio" che il produttore offre
tanto maggiori saranno le probabilita' di concludere lo scambio. In
Internet le esigenze del consumatore sono fondate sul fatto che NON DEVO
ESSERE COSTRETTO CON CONTINUE INTERRUZIONI a valutare una possibile
offerta.

Questo, almeno nei progetti che seguo direttamente, lo considero un dogma.

...Ma non divaghiamo... IO sono un utente di Buongiorno, lo uso anche
per lavoro : LORO SONO VERAMENTE IN GAMBA!
E' ovvio che se mando alla mia ragazza una e-cartolina di San Valentino
è ovvio che lascerò il suo indirizzo e-mail e loro a lla medesima
faranno un'offerta di adesione ai loro servizi... DOV'E' IL PROBLEMA?

Anche io sono abbonato ad alcune newsletter di Buongiorno: alcune utili
altre meno. Ma il fatto che i contenuti offerti dal team siano discreti,
pessimi o ottimi questo non li dispensa dall'evitare forme di disturbo nei
confronti degli utenti CHE NON SONO LORO CLIENTI!
Dove sta scritto che se qualcuno mi offre un servizio (cartolina di s.
valentino) deve poi procurare disturbo ad un mio amico (che in questo caso
sarebbe una mia amica)? E' forse questo un pessimo esempio di Viral
Marketing?

Tutti gli esperti di marketing non hanno dato segni di giubilo nel
momento in cui hanno capito che con Internet potevano parlare
direttamente al cliente: MARKETING ONE TO ONE è stato chiamato...

Ti consiglio di ripassare un po' di documentazione sul marketing 1to1
perche' non e' corretto cio' che affermi. Il mkt 1to1 mira a sviluppare le
vendite effettuate sui clienti (poiche' costano molto meno) invece di
concentrarsi sull'acquisizione di nuovi clienti ragionando in termini di
quota clienti e non di quota mercato. Quindi si applica alla base clienti,
sviluppandone la conoscenza, consolidandone la relazione e fornendo dei
servizi personalizzati (non piu' personalizzazione di massa attraverso
target group ma rapporto 1to1).

Forse (anzi sicuramente) non sono un esperto di marketing.

Ma questo non è altro
che l'estensione del direct marketing che si è sempre avvalso di:
1. Compravendita di liste
2. Invio nella casella di posta di buste con offerte incredibili, con
esaurimento nervoso del portinaio (e non occupazione abusiva di spazio
virtuale)
3. Member Get Member (vedi le e-card di San Valentino)... Ora i puristi
del web lo chiamano VIRAL MARKETING

Mi spiace contraddirti ma il concetto di member get member (Viral
Marketing) si basa sul fatto che io, entusiata di un servizio (o spinto da
un premio - per un'ottima panoramica sui programmi a premio leggere la
serie di articoli su WMTools del grande Venturini) coinvolga un amico
informandolo dell'opportunita' e lasciandogli la possibilita' di
iscriversi.

Non prendiamoci in giro: fare soldi con il web è difficile... E' per
questo che ci sono i markettari come noi..

Intanto credo che fare soldi con il web non sia affatto difficile: per lo
meno ne' piu' ne meno rispetto ad un'attivita' tradizionale. A condizione
di avere definito un modello di business ed aver pianificato di
conseguenza tutte le leve a disposizione per sviluppare l'attivita'. I
markettari come noi (alzi la mano chi si dissocia dal noi) non esistono
per far fare soldi su internet cosi' come un piano marketing tradizionale
non fa fare soldi ad un'azienda (sono tante altre le condizioni che
un'impresa deve rispettare per far quadrare i conti...).

Di certo i problemi da te citati possono capitare: ma come giustifichi
questo tentativo di spamming http://www.partner.it/spamming .htm
Sono stato sul sito della tua società, caro Manlio (a proposito era
forse pubblicità occulta?!? ;-) scherzo...) mi sembra che il caso della
IBM non sia spamming, ma sia semplicemente una proposta commerciale ben
targettizzata. DOV'E' IL PROBLEMA?

Una proposta commerciale ben targettizzata NON SOLLECITATA in Internet si
chiama spamming. Lo so non e' una buona notizia. Ma se si decide di
utilizzare la Rete e' bene modificare il proprio approccio mentale.

Per tornare all'invio nella cassetta della posta di proposte commerciali
incredibili vorrei far notare a tutti un aspetto che forse e' sfuggito.

E' vero che a casa di tutti noi arriva posta mai richiesta contenente
dalla scontistica del supermercato sotto casa all'enciclopedia sulla
coltivazione del baco da seta ad un prezzo irripetibile (con in omaggio
l'orologio placcato in oro per chi acquista entro ....). Ma ci si
dimentica di un particolare: lo stesso messaggio su internet e' A SPESE
DELL'UTENTE. Come vi comportereste se vi arrivasse una lettera di Euronova
a carico del destinatario?

Hanno agito, come Buongiorno, nel pieno rispetto della legge 675/96. A
questo punto la questione è: o ti candidi al posto di Rutelli e/o
Berlusconi e fai una legge anti-spam che ingabbi ancora di più la rete o
l'altra possibilità è che le persone usino il buonsenso...

Non c'e' bisogno di candidarsi per cambiare la legge: piu' semplicemente
e' sufficiente inoltrare una email alla email abuse e chiedere la chiusura
dell'indirizzo email. Io mi regolo sempre cosi' e ti assicuro che 9 volte
su 10 ottengo il risultato.

Saluti e spero di non essere stato troppo duro......

Troppo duro? Dovresti vedere le reazioni degli imprenditori quando, con
dati alla mano, evidenzio alcune cose che in azienda non vanno (leggi
indici di customer satisfaction): loro si che sono duri.

Al contrario. Mi fa piacere conoscere altre persone che la pensano
diversamente: alle volte mi convinco che hanno ragione e mi aiutano ad
essere un po' piu' bravo.

PS: alla fine di questa mail sarà inserito un breve ADV (come il
sottostante) che è interessante per tutta la lista... E' forse
spam????????????

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Spero sia una provocazione.

Naturalmente questo non e' spam ma sponsorizzazione di mailing list ed e'
uno degli strumenti leciti per promuovere i propri servizi. Consulteque
PAGA per essere presente e tu hai dato il consenso ad Elena per ricevere
messaggi e pubblicita'. Lo spamming su Mlist vi e' stato quando un furbo
ha raccolto le email degli interventi e ha spedito un'offerta commerciale
a tutti (tra l'altro citando il fatto di essere un utente MList - dice il
saggio "esiste sempre qualcuno piu' furbo di te"). Abbiamo protestato in
tanti ed Elena ha ammonito pubblicamente l'iscritto invitando a non far
ripetere l'episodio (tipo le public warning che si beccava McEnroe a
Wimbledon...).

Stefano Ceresa
Web Product Manager
Mondolibri
ceresa@mondolibri.it
(dopo @ c'è il nome della mia società ... è forse spam?????????)

Questo si chiama Below the Web. Perche' non leggi l'ottimo libro di Elena?

Tra l'altro, ti faccio notare una differenza: io sono un divoratore di
libri e leggo nella tua email mondolibri.

Non ho avuto tempo ancora di visitare il tuo sito ma lo' faro' non appena
possibile perche' potrebbe essermi utile: secondo te lo avrei visitato se
mi avessi spedito una proposta ben targettizzata nella mia email?

Grazie. Grazie davvero per questo spazio di discussione e per darmi
continuamente la possibilita' di conoscere come la pensano gli altri.

Un commosso saluto a tutti.

Manlio Castronuovo - Marketing Manager
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