Pricing: ciò che costa poco vale poco?

Saluti a tutta la lista.

Ho avviato, da poco meno di un anno, un servizio online a basso costo che
offre spazi web di promozione per giovani professionisti della
comunicazione visiva/pubblicitaria.

Il professionista (tipicamente freelance) si iscrive e ha l'opportunità
di pubblicare una decina di propri lavori per un periodo che varia da tre
mesi a un anno insieme ad un curriculum e una presentazione personale.

Parallelamente promuovo questo "multi-portfolio" presso il maggior numero
possibile di Agenzie pubblicitarie che utilizzano così il servizio
iscrivendosi (gratuitamente) per poter sfogliare il database e contattare
il freelance di loro interesse.
Al servizio ho recentemente aggiunto un forum con delle sezioni di
annunci professionali riservata agli iscritti

Al momento del lancio il sito ha suscitato (almeno, a me è sembrato!) un
discreto interesse.
Ho ricevuto apprezzamenti da diverse agenzie e da freelance iscritti al
servizio.
Non sono certo mancati i detrattori ma la presenza di questi ultimi penso
sia fisiologica per un iniziativa di questo tipo.

Il sito però stenta a decollare e sto vagliando tutte i possibili
parametri che tengono questo servizio saldamente zavorrato a terra. Il
traffico aumenta in modo stabile, anche se lentamente (AdWords qualche
accesso lo da) ma il rendimento non segue.

Tra gli altri parametri che non sto a elencare stavo considerando anche
il prezzo del servizio fornito:

da profano ho deciso un prezzo che mi permettesse (sulla base di accurate
valutazioni spannometriche) di tenere il prezzo più basso possibile,
ipotizzando 3 iscrizioni giornaliere al pacchetto più economico di
servizio (15 Euro per tre mesi di pubblicazione).

I risultati per ora sono molto deludenti.

La domanda è: quanto può incidere sulla percezione di qualità del
prodotto un prezzo troppo basso?
Così tanto da gambizzare l'iniziativa?

Grazie per l'attenzione.

Giovanni Vigano'
http://www.giographic.it/