Progetto Mosè: restauro o comunicazione?

Seguo mlist dal suo nascere, ma scrivo per la prima volta e ne approfitto
per salutare tutti i partecipanti e fare i complimenti a chi la gestisce.

Troverete un pò lungo il messaggio, ma se avrete la pazienza di leggerlo,
capirete che era difficile riassumerlo in meno parole.

Da luglio è online il sito http://www.progettomose.it/. Tale sito è solo
una delle attività di comunicazione legate al Progetto Mosè, promosso da
Lottomatica e dal Ministero dei Beni Culturali.

Si tratta del restauro della tomba di Giulio II e della, più famosa,
statua del Mosè scolpita da Michelangelo. L'idea di Progetto Mosè è quella
di dare massima visibilità dei lavori di restauro ai visitatori: siano
essi reali (presso la basilica di S.Pietro in Vincoli a Roma), siano essi
virtuali (attraverso le webcam del sito). Il ponteggio costruito per
l'esecuzione dei lavori è innovativo e assomiglia molto a una passerella
che da la possibilità a chi vuole di salire all'altezza dei restauratori e
di guardare la scultura da un punto di vista unico e irripetibile. Il sito
invece mette a disposizione numerose webcam, con la particolarità che
l'utente può direzionarle e decidere la profondità di zoom a suo
piacimento. E' stata realizzata da parte di Enel Sfera, anche
un'illuminazione supplementare accesa 24h su 24h che rende possibile la
visione anche notturna della statua da chi si collega dall'altra parte del
globo.

Tutto l'evento ha avuto risalto sulla stampa e sui media, compresa la
presenza del neoeletto ministro alla conferenza stampa.

La questione si è accesa con un articolo di Repubblica di lunedì 20
agosto:

http://www.repubblica.it/quoti diano/repubblica/20010820/cult ura/30giulio...
l

In esso si condanna Progetto Mosè perché è funzionale al ritorno
d'immagine dello sponsor e non al bene delle opere artistiche italiane. Se
gli sponsor avessero il sopravvento, allora nessun restauro minore
("...della pieve diroccata di un paesino di montagna"), incapace di creare
audience, verrebbe finanziato. Si condanna inoltre "...un'informazione
drogata dal bisogno di sensazionalismo e potenziata da una tecnologia
informatica che volge tutto in gioco, ma in un gioco che può sfuggire di
mano, trasformando la democratizzazione del "cantiere aperto" nel set del
Grande Fratello e il restauratore in un moderno Narciso innamorato della
propria immagine". Tutto ciò è stato avvalorato in negativo
dall'intervento di Sgarbi al TG3 nazionale di qualche giorno dopo.

Per un pò ho avuto visione dei messaggi che arrivavano all'indirizzo di
e-mail del sito di Progetto Mosè e se dovessi raggruppare il senso di
tutti in una parola, potrei farlo con la parola: "Grazie" detta in tutte
le lingue in cui essi earno scritti. Ringraziavano per poter assistere a
qualcosa che per loro esiste solo sui libri di storia dell'arte, per avere
l'opportunità di viaggiare anche senza dover comprare un biglietto aereo
troppo caro per i loro stipendi. Ma anche "Grazie" da parte di esperti del
settore che hanno potuto condividere il lavoro di colleghi sconosciuti.

La riflessione che vorrei proporvi è questa:

è giusto o meno che i mezzi di comunicazione di massa vengano utilizati in
questo senso?

operazioni di marketing di questo tipo, che certamente fanno bene alla
salute dei nuovi media, vanno incentivate o condannate? (perché i
quotidiani o la politica remano contro?)

Marco Donati


Marco Donati
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