Pubblicita' ingannevole

Cara lista, riporto uno stralcio della mail di una persona che ha scritto
al garante della Concorrenza e del Mercato per far eliminare la
pubblicita' di BSA (Business Software Alliance) dalla TV poiche' SCORRETTA.

Questo rilancio dalla lista openflow-dev@sii.it lo faccio per informazione
e perche', credendo nel software OPERSOURCE la cosa mi ha colpito in modo
positivo.

Cordiali saluti,

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G.Luca Malagola - IT Manager
Formula Sistemi Srl - I.S.P.
Tel 0260733.1 (17 Lin. R.A.)
Fax 0260733.222 (2 Lin. R.A.)
e-m@ail: gianluca.malagola@formulasistemi.it
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Testo dello spot televisivo BSA: Quarantaquattro software su cento sono
duplicati, copiati, venduti come originali. Utilizzare software copiati in
azienda è un reato. Con la nuova legge si rischiano fino a tre anni di
reclusione. Per controllare se nella tua azienda il software è legale,
contatta BSA.


All'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato
Via Liguria, 26
00187 Roma

Oggetto: Copiare Software non è reato! Segnalazione/Denuncia di pubblicità
ingannevole ai sensi del Decreto Legislativo n. 25/01/1992 n. 74.

Io sottoscritto Emmanuele Somma domiciliato, ai fini di questo atto, in
via Alessandro De Stefani, 81 00137 Roma (email: esomma@ieee.org, n. tel.
0347/6204228 n. fax. 06/23312211) a titolo di singolo consumatore nonché
di produttore individuale di software libero, copiato e distribuito
pubblicamente, segnalo come ingannevole e scorretta l'intera compagna di
comunicazione pubblicitaria "Copiare Software è Reato" della B.S.A.,
Business Software Alliance, trasmessa attraverso una vasta rotazione di
spot radiotelevisivi in onda su operatori nazionali a partire dall’ultima
settimana di ottobre 2000, ad esempio il giorno Lunedì 23/10/2000 alle ore

21.57.13 e alle ore 23.52.53 sulla rete televisiva Mediaset Canale 5
irradiata sul territorio nazionale.
Copia audiovisiva del messaggio pubblicitario è visualizzabile
pubblicamente e scaricabile in rete presso il sito Internet della Business
Software Alliance
(http://www.bsa.org/italia/poli cy/campagna_index.html)
Ad avviso dello scrivente gli elementi di ingannevolezza del messaggio
riguardano la lapidaria affermazione che la semplice copia del software
sia illegale, sottolineata dalla presenza di immagini di notevole violenza
visiva ed etica che ritraggono un, altrimenti irreprensibile ed
inconsapevole, uomo d'affari sottoposto ad un improbabile confronto di
polizia con non raccomandabili e loschi figuri. A parte che, quando anche
fosse vero il contenuto del messaggio informativo, la rappresentazione
della situazione ritrae un Italia e le sue istituzioni senza le minime
garanzie di uno stato di diritto ed è quindi di dubbio gusto ma sopratutto
presumibilmente non veritiera o corretta ai sensi del comma 2 dell'articolo

1 del citato Decreto Legge. Nessuno subirebbe tale trattamento se trovato
in possesso di software copiato.
Ma in realtà il messaggio è ingannevole perché non è vero che la semplice
operazione di copiare software sia illegale. E tale non può essere intesa
né immaginando che l’affermazione sia percepita in senso lato o traslato,
né secondo alcun altro tipo di interpretazione allegorica e non letterale
del termine. Presumibilmente non è illegale neppure quando si tratta di
copie di riserva di software coperti da licenze commerciali, come sarebbe
forse rintracciabile anche dalla vasta giurisprudenza sull'argomento.

Sicuramente è però completamente scorretto non aver opportunamente
considerato che è proprio attraverso la legittima copia e distribuzione
pubblica anche gratuita che prolifera e aumenta la diffusione del software
NON commerciale, con licenze di libera distribuzione, appartenenti alla
famiglia del software cosiddetto libero come la GNU Public License o le
licenze di distribuzione a codice aperto, comunemente denominate Open
Source, o di dominio pubblico senza ulteriori licenze di distribuzione.
Tale software non è semplicemente di natura accademica e/o dilettantesca,
ma include un vastissimo insieme di strumenti ed applicazioni con livelli
qualitatitivi di gran lunga superiori dell'equivalente software
commerciale, come i compilatori GCC della Free Software Foundation, il
sistema operativo alternativo Linux di Linus Torvalds o il sistema di
windowing di pubblico dominio sviluppato al Massachussets Institute of
Technology X-Windows, Apache, il server Web più usato su Internet e la
suite di programmi di produttività individuale per ufficio OpenOffice
rilasciata di uno dei primi produttori di software al mondo: Sun
Microsystems.

La categorica affermazione riportata nel messaggio pubblicitario
rappresenta una ingannevole ed implicita esclusione dal campo del software
di tale realtà che ha la sleale conseguenza di criminalizzare
indiscriminatamente molti utenti che usano e copiano tali software e un
gran numero di soggetti che esercitano attività commerciali, industriali e
professionali nella vendita, il supporto e la gestione di questi tipi di
sistemi. Qualcuno potrebbe non stupirsi che alle spalle di questa
“alleanza” prema una Microsoft, già sotto l’occhio delle Antitrust
americana ed europea, in notevoli difficoltà proprio sul campo del
confronto di mercato tra il proprio costoso sistema operativo Windows e
quello libero e gratuito GNU/Linux.

La pubblicità in oggetto, inoltre, non rispetta neppure l'ulteriore
requisito all'articolo 3 comma 2 del citato Decreto in quanto non è palese
la comparazione implicita compiuta dai proponenti nei confronti del
software non commerciale equiparato inoipportunamente, ma deliberatamente,
a software copiato ed illegale.

Si richiede quindi all'Autorità di intervenire per garantire la non
criminalizzazione, il diritto all'immagine, nonché anche quelli economici
e patrimoniali degli utenti e di quanti esercitano attività commerciali,
industriali, artigianali e professionali avvalendosi di software libero,
di pubblico dominio, a codice aperto o comunque non commerciale la cui
copia e distribuzione è completamente lecita e non comporta, e non deve
comportare, alcun tipo di criminalizzazione.

Vista la particolare urgenza e la gravità si richiede innanzitutto la
sospensione immediata, in via provvisoria della pubblicità in oggetto, e
in via definitiva che la BSA si faccia carico di ripristinare la corretta
informazione con la trasmissione di messaggi informativi (spot) sugli
stessi mezzi di trasmissione, con la stessa copertura in termini di orari
di trasmissione e durata, o qualunque altra azione l’Autorità ritenga
sufficiente a garantire il ripristino della correttezza informativa.

Roma, 26/10/2000
Emmanuele Somma

Per informazioni sul software libero: http://www.gnu.org/home.it.htm l Per
informazioni sul software a codice aperto: http://www.opensource.org/