Quando "Brand is Experience" (crisi FIAT)

Un individuo (la maggior parte di noi) ha un rapporto con la propria banca
che può andare dal "soddisfaciente" al "per niente contento". Per
raggiungere lo stato di "molto contento" deve farsi prestare così tanti
soldi dalla banca per tenerla per il collo. Ora è lui che detta le regole.

La Fiat con noi Italiani è la stessa cosa. Ci ha costretto a
nazionalizzare le perdite (mentre privatizzava gli utili) e oggi ci tiene
per il collo. E le minaccie sono di varia natura. Dal "non saremo più la
quinta potenza mondiale" al "lasciamo a casa migliaia di lavoratori",
eccetera.

Io sono orgoglioso di poter affermare che non ho mai avuto una Fiat in
vita mia. E lo sono perchè i prodotti Fiat sono troppo spesso inferiori
alla concorrenza. Certo, come italiano mi spiace, ma non ho mai capito
chi comprava Fiat perchè era un prodotto italiano. Noi italiani siamo
famosi nel mondo per una produzione di qualità. Vogliamo perdere tempo
elencando le carenze delle automobili Fiat? E il triste è che sono carenti
anche sul lato estetico dove, storicamente, siamo tra i migliori del
mondo!

Finiremo col aiutare ancora una volta questa azienda eppure sappiamo
che non può cambiare. Sappiamo che il DNA della proprietà e di chi la
dirige, questo mestiere lo sa fare in un solo modo: avendo la certezza che
gli sbagli saranno a carico della collettività.

Avete avuto tanti anni, e tanti soldi, per cambiare pelle.
I risultati ai nostri occhi si chiamano Brava, Stilo, Multipla, eccetera.

Per favore basta. Il mondo è cambiato e voi vi ostinate a ignorarlo.
Tenetevi la Ferrari sulla quale avete fatto un gran lavoro.
Ma lasciate perdere il resto perchè siamo stufi di pagare per i vostri
errori.

Ambrogio Ghezzi