Quando "Brand is Experience" (crisi FIAT)

Ciao mlister,

come torinese non potevo esimermi dall'esprimere una mia opinione sul
dibattito in corso circa i motivi della crisi FIAT.

Premesso che la situazione e' troppo complessa per fare un'analisi delle
cause e non credo che questa sia la sede piu' appropriata, vorrei
tuttavia fare qualche riflessione partendo da una grande verita', ovvero
Brand is Experience, che ben si addice al caso FIAT!

FIAT ha prosperato ed e' cresciuta in un mercato protetto (dai
concorrenti) ed in una situazione quasi di monopolio per decenni, e tutti
noi over-30 abbiamo fatto lunghi viaggi su una piccola 500 o su una 127
con soste improvvise per guasto alla frizione, perche' il motore fondeva
o per altre amenita' che turbavano ciclicamente la nostra serenita' di
automobilisti. Siamo quindi cresciuti con l'idea che quella fosse la
norma, lo standard, la normale vita di un automobilista.

Poi sono arrivati i tedeschi, con una qualita' (ammettiamolo) ed
un'affidabilita' elevata. E cosi' la nostra experience e' cambiata.
Abbiamo scoperto che si poteva avere di piu' e vivere piu' serenamente.
Poi sono arrivati i giapponesi, con una qualita' ed un'affidabilita'
spesso migliore di quella made in Italy, un prezzo piu' competitivo ed
una garanzia di 3 anni. Un miracolo? No, solo il frutto
dell'applicazione del TQM (Total Quality Management) o del
Kaizen................

Gli addetti (interni o esterni) alla Comunicazione & Immagine della FIAT
nulla hanno potuto fare per cambiare il danno che l'experience negativa
(se paragonata ad alcuni competitor) aveva ormai creato nella mente
dell'individuo (consumatore), legando inesorabilmente il marchio FIAT ad
un'affidabilita' minima ed un livello qualitativo non piu'
accettabile.......

Non e' mai capitato a nessuno di voi di ascoltare una divertente
barzelletta sul TQM made in FIAT e il TQM giapponese? Un po' come le
barzellette sui Carabinieri............alla fine diventa un dato di fatto,
un comune sentire, e non c'e' campagna pubblicitaria che possa
risollevare le sorti di un brand ormai segnato dall'experience negativa!

Dunque, quando il brand e' l'experience, bisogna ripartire proprio dalla
creazione di una nuova experience, piu' positiva, ovviamente, e
ricostruire quella "P" di prodotto con la Qualita' che il mercato esige
(solo cosi' nel tempo si potra' riottenere la fiducia), per poi rimixarla
correttamente con le altre P che, tutto sommato, non sono le prime
responsabili della crisi FIAT .

Concludo con l'amarezza e la delusione di una torinese che per anni e'
stata anche cliente FIAT sperando, in questo modo, di dare il suo
personale contributo all'economia di un'azienda che, in realta', troppo
spesso ha beneficiato di una situazione monopolistica e di aiuti
"pubblici" (per poi investire in stabilimenti anche all'estero!) senza
investire in processi e innovazioni tali da mantenere l'azienda
competitiva in un mercato sempre piu' globale.

Concludo con la perplessita' di fronte all'atteggiamento quasi stupefatto
di governo, opposizione e media, per una crisi ormai annunciata da almeno
4 anni. Dov'e' la novita'? Lo sapevamo tutti............

Concludo, inoltre, con un pensiero speciale per tutti gli imprenditori e i
lavoratori dell'indotto FIAT, diretti o indiretti, che si troveranno ad
affrontare una crisi senza precedenti senza poter beneficiare di sconti
fiscali, finanziamenti, o altri benefici da sempre destinati solo alla
grande industria.

Salutissimi,
Simonetta (ex cliente FIAT)

Simonetta Zandiri
http://www.strategiedigitali.i t
tel.011/9859884

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"Niente costa piu' caro agli uomini di una liberta' a poco prezzo"
(Friedrich Durrenmatt")
"Sostenere che gli asset tangibili dovrebbero essere misurati e
valorizzati, mentre quelli intangibili no, equivale a sostenere che le
"cose" hanno valore mentre le "idee" no."
(Baruch Lev; New York University)