Regolamentazione ISP e Cam. di Comm. di Milano

L’8 novembre scorso la Camera di Commercio di Milano
ha pubblicato e reso nota la "Raccolta provinciale
degli usi e delle consuetudini nel settore internet”,
costituita da dieci articoli e da un glossario dei
termini contrattuali (è consultabile al seguente
indirizzo web: http://www.mi.camcom.it/regola zione.mercato/provider.html ).

Rappresenta, ritengo, un’iniziativa degna di nota in
quanto, sebbene l’enumerazione degli usi e delle
consuetudini sia piuttosto scarna e possa apparire, ad
un primo approccio, scontata, tuttavia dimostra un’
attenzione verso un tentativo di normazione in un
settore, quello internet in generale e quello degli
internet service provider in particolare, che risulta
essere abbandonato alla propria sorte.

Gli unici precedenti in tale direzione sono, infatti, rappresentati dal
“Codice di Autoregolamentazione per
i servizi Internet”, redatto nel lontano 1998
dall’AIIP (Associazione Italiana Internet Providers, consultabile al
seguente indirizzo web: http://www.aiip.it/autoreg.htm l ) e la recente
Direttiva CEE 2000/31/CE (la cd. "Direttiva sul
commercio elettronico", consultabile al seguente
indirizzo web:

http://www.interlex.it/testi/0 0_31ce.htm )

soprattutto, per quest’ultima, per quanto attiene agli
articoli da 12 a 16, relativi alle problematiche
connesse al trasporto dei dati, al “caching”, all’
“hosting”, all’assenza dell’obbligo generale di
sorveglianza da parte dei prestatori dei servizi ed ai
codici di condotta.

Dall’esame comparato dei tre testi, redatti da entità
così differenti e portatrici di interessi non
convergenti ma nemmeno divergenti tra loro, si possono
scorgere delle assonanze e delle dissonanze, dei punti
in comune e degli aspetti trascurati da taluni ed
evidenziati e posti in risalto da altri:

1) la recente “Raccolta provinciale degli usi e delle consuetudini nel
settore internet”, redatta dalla
Camera di Commercio di Milano, in particolare,
puntualizza e “declina” la definizione di “contratto
di fornitura di servizi internet” tra il provider ed
il cliente; enumera gli obblighi e le responsabilità
del cliente (è interessante l’accento posto sui
concetti di netiquette, username, password e log);
enumera, a sua volta, gli obblighi e le responsabilità
del provider (interessante l’accento posto sulla
riservatezza dei dati e sulla disponibilità degli
stessi verso formale richiesta formulata dalle
“autorità all’uopo per legge autorizzate”);

2) la "Direttiva CEE sul commercio elettronico"
(2000/31/CE), della quale la legge di attuazione, in
Italia, non è stata ancora emanata, incentra la
propria attenzione sui “prestatori di servizi”, in
particolare negli articoli da 12 a 16, affrontando
alcuni aspetti che non emergono nella recente
“Raccolta degli usi” redatta dalla Camera di Commercio
di Milano (come ad esempio la dettagliata elencazione
di tutte le situazioni nelle quali possa escludersi
una responsabilità da parte del “prestatore dei
servizi”), sorvolando, de converso, su altri aspetti
ai quali la stessa, quantomeno, accenna (come ad
esempio i file di log);

3) il “Codice di Autoregolamentazione per i servizi
Internet” dell’ AIIP (il testo tra i tre, a mio
avviso, di maggiore impatto e di apprezzabile
completezza in quanto a disamina delle fattispecie)
rappresenta un codice di condotta redatto dagli
operatori del settore al fine sia di cautelare, ad un
tempo, se stessi e gli utenti dei propri servizi sia
di prevenire l’utilizzo illecito o potenzialmente
offensivo della Rete attraverso la diffusione di una
corretta cultura della responsabilità da parte di
tutti i soggetti attivi sulla Rete.

Degne di nota sono le previsioni relative ad
identificabilità ed anonimato (art.4a), responsabilità
del fornitore di contenuti (art. 4b), tutela della
dignità umana, dei minori e dell’ordine pubblico (art.
4c), tutela (spesso dimenticata e calpestata) del
segreto epistolare (art. 4d), principi di tutela dei
consumatori nel quadro del commercio elettronico (art.
4f) e la conferma puntuale dell’importanza da
associare alle soglie di responsabilità e di accesso
ai dati da parte dell’autorità giudiziaria.

Ora non resta che auspicare ed attendere un documento
di sintesi (che nulla abbia a che vedere con il ddl
Passigli) che integri ed arricchisca quanto di buono
sinora è stato realizzato da ciascuno dei tre
documenti di cui sopra.

Ad astra per aspera !

=====
Pietro Morelli
IT Business Consultant
Key Consultants S.R.L.
Via Pasteur, 65 - 00144 ROMA -
Phone +39 06 548921
Fax +39 06 54892200
pietro.morelli@keyconsultants.it