Ricerche scolastiche sul web: sottocultura? (era: Lezioni di web marketing a bambini)

Non ho risposte alla richiesta puntuale fatta da Piero per avere
suggerimenti sull'impostazione di lezioni di web marketing rivolta a
bambini di terza elementare. Per questo motivo provo ad aprire un thread
per parlare dell'altro argomento toccato in quel post: le ricerche
scolastiche fatte sul web.

Il web è ormai parte integrante della nostra vita ed è bene che la
Scuola si preoccupi di informare correttamente anche gli alunni più
giovani, meglio con l’aiuto di qualche addetto ai lavori.

In particolare i motori di ricerca sono uno strumento che si presta bene
per le attività di ricerca di informazioni e per la realizzazione di
tesi e “tesine”.

Fatta questa premessa mi trovo, come altre volte, a cercare di smorzare
un po’ gli entusiasmi. Vorrei dire, senza molti preamboli, che i motori
di ricerca sono l’ideale per scaricare “bovinamente” dal web in breve
tempo e senza molta fatica la paginetta richiesta dal professore (o
dal maestro). E’ noto però che l’approccio corretto alla ricerca, da un
punto di vista didattico e culturale, dovrebbe essere metodico: si decide
cosa si vuole produrre, si cercano le informazioni, si valuta
l’attendibilità delle fonti, si analizzano le correlazioni fra gli
argomenti alla fine si produce un testo. Molto di tutto questo si può
fare sul web, ma la tentazione di fare passivamente "copia-incolla" è
troppo forte e lo studente ci casca molto spesso. Non parliamo poi della
superficialità e dell’approssimazione dei contenuti che si incontrano in
tanti siti prodotti da autori di buona volontà ma privi di autorevolezza.

Vabbè, in questa lista ci occupiamo di marketing, quello che ci importa è
che lo studente-surfer navighi, noi possiamo intercettarlo su quelle rotte
e fare branding, fidelizzazione e via dicendo.

Il danno sulla formazione culturale degli studenti è affare di altri, c’è
sempre l’alibi dei genitori, che non li seguono adeguatamente. Resta il
dato di fatto, constatato nei miei rapporti con i professori e i maestri
dei miei figli e con altri genitori, che si sta sviluppando una
percezione negativa della Rete vista non più come un potente strumento di
conoscenza e collaborazione bensì come uno strumento da “sottocultura”. La
cultura "vera", si sente dire, sta nei libri e il vero "motore di
ricerca" sta nel cervello (dei docenti e degli studenti) ed il vero
supporto fisico sono i cataloghi delle biblioteche e delle case editrici
e le note bibliografiche rintracciate nei testi consultati.

Come al solito, la verità potrebbe trovarsi nel mezzo. Però gli addetti
ai lavori che interagiscono con le scuole dovrebbero tenere conto di
queste obiezioni. Credo che ormai sia il momento di mettere da parte
l’entusiasmo “pionieristico” e fare i conti anche con i danni e le
distorsioni che l’uso dell’Internet può introdurre nel processo di
formazione.

Buon lavoro a tutta la lista

P.S.: sul tema del metodo per svolgere le ricerche scolastiche resta per
me sempre illuminante il libretto divulgativo che Eco scrisse ad uso di
noi studenti off-line : “Come si fa una tesi di laurea. Le materie
umanistiche”, Bompiani, Milano 1985.