Riferimento al Corriere

Ciao Elena, ciao Lista.

Citato, tento di rispondere a Enrico Ravini e andare oltre.

Buongiorno, leggo in ritardo il suo cortese PS e rispondo. Nelle mie
intenzioni il riferimento voleva dire: pensa tu, il Corriere è stato, e, a
mio personalissimo giudizio, lo è sempre, il migliore nel seguire la
notizia, il più pronto a reagire, e malgrado questo è considerato in crisi
dalla sua dirigenza, per i motivi che ho citato, mancato sviluppo
trascorso e attese negative nel futuro. Questo scenario potrebbe portare a
un sorpasso di Repubblica sul Corriere e quindi si verificherebbe un
paradosso frequente in Italia: il migliore perderebbe la prima posizione.

Ricordo che questo fatto non è ininfluente, la prima posizione si riflette
direttamente sulle scelte delle agenzie di pianificazione e potrebbe
penalizzare ulteriormente il giornale. Niente di grave, di solito le crisi
servono da stimolo a operare meglio, e recuperare.

Ho inserito quella riflessione anche per cercare di stimolare, se a
qualcuno interessa, un piccolo dibattito sull'editoria, la pubblicità, il
marketing, le quote degli investimenti di comunicazione destinate ai
mezzi.

Vi pongo una domanda. Può essere che il "prodotto" editoriale
migliore non si affermi come tale per le mancanze della sua dirigenza ? O
per scarsa comunicazione del proprio marchio (identità ecc.) ?

A riguardo
ho una opinione. Le azioni che gli editori hanno intrapreso per promuovere
la propria immagine, e che poi hanno pubblicizzato, hanno riguardato molti
ambiti, dalla ricerca alla beneficenza, prescindendo, però, da sè stessi.
Non hanno mai comunicato ai lettori, reali e potenziali, quali fossero le
caratteristiche peculiari del mezzo. Non ci sono state, o sono state molto
limitate nel tempo e negli impegni finanziari, campagne tese a comunicare
la qualità dell'informazione quotidiana, periodica, specializzata.Campagne
di settore, come ha fatto ANIA nelle assicurazioni, per esempio. A
proposito di questo, ricordo che otto/nove anni fa fu fatta una campagna
istituzionale a favore dell'editoria periodica. Naturalmente gli editori
avevano messo a disposizione pagine gratuite sui propri mezzi, ma nessun
budget per gli altri media. Saputolo, ho cercato personalmente di mettere
a disposizione spazi per pubblicare gli annunci, in accordo con l'editore.

Non sono riuscito a far inserire la rivista nella campagna ! Non mi hanno
mai mandato le fotolito ! E si trattava di un mensile economico con
trentasette anni di storia, non uno sconosciuto periodico ininfluente.

Nemmeno il singolo editore ha mai affrontato il tema della comunicazione
della propria immagine, forse perché si è affidato semplicemente alla
qualità che traspariva dal suo prodotto, oppure perché finora bastava
invitare i pianificatori alle Maldive una settimana per far quadrare i
conti. Cercare di ottenere investimenti facendo leva solo sulle qualità
intrinseche è molto più faticoso e alla lunga porta alla disaffezione e
alla chiusura dei mezzi, pur se validi. WMT docet.

Per carattere tendo a essere ragionevole e costruttivo, magari un poco
farraginoso...Voglio dire che non ho intenti polemici o critici, cerco
solo di argomentare su temi che si intrecciano con quello di fondo della
Lista, perché la cultura è contaminazione, oltre che approfondimento.

Che la Lista sia con Voi.

Riccardo Garavaglia.