rimborso spese

Da sostituire ala precedente perché contiene una precisazione necessaria.
Grazie

Propongo un nuovo argomento di attualità per tutti i liberi
professionisti. Penso che fra i listaroli ce ne siano parecchi, che quindi
siano interessati al problema. Stamattina con il mio commercialista
abbiamo letto bene la normativa riguardante il rimborso spese per i
professionisti.

Per la precisione, mi riferisco particolarmente alle spese di viaggio e
soggiorno per attività da svolgere fuori sede, non a quelle "promiscue"
come il telefono o l'auto.

Mentre chi lavora con collaborazione coordinata e continuativa può farsi
rimborsare a piè di lista allegando la documentazione alla fattura, il
professionista deve inserire nella fattura l'importo relativo alle spese,
trattandolo come un normale imponibile a cui aggiungere i carichi fiscali.
Non è tenuto ad allegare nessuna documentazione alla fattura, quindi se
vuole può maggiorare o arrotondare l'entità delle spese, che però figurano
sempre come imponibile. La documentazione delle spese vale solo per
poterle scaricare. Al momento della dichiarazione dei redditi però, le
spese, anche se regolarmente documentate e chiaramente imputabili a
trasferte fatte per determinati lavori, e di congruo importo, sono
detraibili solo entro il 2% del fatturato. Ciò significa che se ho un
fatturato di 200 milioni che comprende spese per 30 milioni, posso
scaricare solo 4 milioni. Gli altri vanno considerati come reddito
interamente tassabile. Il fisco prende atto dell'ingiustizia, ma dice che
non può fare altrimenti perché in passato ci sono stati troppi abusi da
parte dei professionisti.

Chiedo ai colleghi: voi che fate? subite in silenzio? vi organizzate in
qualche modo? rischiate con dichiarazioni non rispondenti alle norme?
Possiamo mobilitare associazioni, lobby e quant'altro ci possa difendere?
Umberto Santucci, cittadino che vorrebbe solo poter dire la verità allo
Stato, essere creduto, essere controllato e pagare secondo la verità
dimostrabile e documentata.