Risposta del Garante Privacy

Cara Lista,

ho scritto al garante della privacy per sapere se un'azienda può inviare
via e-mail una proposta commerciale, per la prima volta ad un'altra
azienda.

Questa è la risposta:

"con riferimento alla Sua richiesta, Le premettiamo che tanto la legge 31
dicembre 1996 n. 675, quanto la normativa in materia di tutela della vita
privata nel settore delle telecomunicazioni (che ha, tra le altre cose,
fornito una disciplina specifica dell'invio di e-mail indesiderate), si
applicano sia alle persone fisiche sia a quelle giuridiche. La scelta del
Legislatore italiano è stata infatti nel senso di includere nella nozione
di "interessato" (ai sensi dell'art 1 della l. 675/1996) e di "abbonato"
al servizio di telecomunicazioni (art. 1 d.lgs. n. 171/1998), sia le une
che le altre.

Anche per l'invio di e-mail non sollecitate a ditte private, pertanto,
sarà necessario rispettare le prescrizioni normative in materia di tutela
dei dati personali.

A tal fine, si rammenta che ai sensi dell'articolo 10 del d.lgs. n.
171/1998 l'uso di un sistema automatizzato di chiamata senza intervento di
un operatore o del telefax per scopi di invio di materiale pubblicitario o
di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di
comunicazione commerciale interattiva, è consentito solo con il consenso
espresso dell'abbonato.

A quanto fin qui detto non è di ostacolo il fatto che la direttiva
comunitaria 2002/58, relativa al trattamento dei dati personali nel
settore delle comunicazioni elettroniche, stabilisca che la regola del
consenso preventivo si applica agli abbonati che sono persone fisiche. La
direttiva stessa, infatti, così come la direttiva 97/66 a cui direttamente
si ispira il d.lgs. n. 171/1998, precisa che gli Stati membri dell'Unione
europea sono tenuti a garantire un'adeguata tutela dei legittimi interessi
degli abbonati. Pertanto, il Legislatore italiano, nell'adempiere agli
obblighi comunitari, ha preferito approntare un sistema di tutela per le
persone giuridiche assai ampio, equiparandolo a quello riconosciuto alle
persone fisiche. "

Mi pare di capire secondo l'interpretazione del garante, che un'azienda
non può inviare per la prima volta un'offerta commerciale via e-mail
(presente su un sito internet oppure su elenchi pubblici) ad un'altra
azienda, oppure richiedere un preventivo sui prodotti in vendita della
controparte, senza il preventivo consenso.

Mi pare che l'interpretazione della legge sulla privacy così restrittiva e
dirigista, potrebbe contraddire i principi fondamentali di libertà
economica. Si rischia la paralisi del commercio via internet.

Come già succede in altre democrazie, io credo che bisogna distingure lo
spam, cioè chi invia costantemente un'e-mail allo stesso indirizzo contro
la esplicita volontà espressa di chi la riceve, dal semplice invio di
un'offerta o richiesta commerciale.

Tutelare la privacy va bene e lo chiedono tutti, ma bisogna considerare le
conseguenze che possono provocare interpretazioni così restrittive.

Chiedo lumi alla lista, in questa sede si era parlato del consenso
preventivo solo per i consumatori.

Saluti a tutti.

Giovanni Leo