Scegli italia, senza scelta

Ciao a tutti,

ho letto che al recente Conferenza per il Turismo Italiano il ministero per l'innovazione ha rimesso sul tavolo il tema "Portale Nazionale del Turismo" di cui si era già parlato in precedenza in occasione della presentazione del progetto il 16 Marzo scorso.

Stando a quanto si può leggere sul sito del ministero:

Con uno stanziamento globale di almeno 140 milioni di
euro il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione riunito il
16 marzo 2004 dà il via
alla progettazione e realizzazione di un portale, denominato in via
provvisoria "Scegli Italia"
http://www.innovazione.gov.it/ ita/comunicati/2004_09_21.shtm l

Ora, leggendo le (scarne) informazioni riportate sul
sito mi vengono alcune domande che vorrei condividere
con la lista:

1) Come mai si è scelta la strada del "portalone" statale in uno scenario costellato di iniziative di privati tese a promuovere il sistema turistico
italiano?

Il sito del ministero risponde:

"Una ricerca ha messo in evidenza che l'interattività offerta dai siti
turistici italiani non è molto curata e quasi tutti i siti riportano un indirizzo e-mail o poco più"

Non sapendo quale sia la ricerca in oggetto non ho
modo di verificare ma resto perplesso: non mi pare che
sul web manchino iniziative professionali! Anzi, vedo
uno scenario in cui stanno fiorendo nuove iniziative imprenditoriali
basate sul binomio web-turismo che si stanno facendo strada anche a
livello internazionale (venere.it, tuscany.net, edreams, per citarne solo
alcune..)

Come mai in questo scenario nasce il "moloch" statale
che rischia di fare piazza pulita di centinaia di
internet companies che di questo (cercano) di vivere? Qualcuno dirà che
un'iniziativa centrale è meglio di
tante iniziative separate: credo che invece una sana concorrenza non possa
che portare dei benefici.

2) Mai sentito parlare di sussidiarietà?
Come mai uno stanziamento da 140 milioni di euro (!)
tutto concentrato su quest'unica iniziativa anzichè
offrire -ad esempio- degli incentivi alla
modernizzazione delle imprese turistiche per andare
online ed alle imprese che stanno sviluppando questo settore?
Credo - correggetemi se sbaglio- che 140 mln di euro
su un progetto web non siano mai stati investiti da
nessuno in Italia...quante iniziative imprenditoriali
si sarebbero potute co-finanziare con questa somma?
Facendo i conti della serva con 25.000 euro ad
iniziativa avremmo potuto finanziare 5.600 aziende!

3) Non sarà che magari qualcuno ha intuito che dietro
al business dei viaggi online si prospettano ritorni interessanti sulle
transazioni e mira ad intercettare anche questi flussi? Peccato che il tutto venga fatto con i soldi dei contribuenti...

Che ne pensate?

Saluti alla lista!

Antonio