Segnaletica standard anche per internet

Un saluto agli amici della lista.

Bene, noto con molto piacere che gli interrogativi sull'usabilità delle
interfacce per i servizi editoriali internet hanno assunto la rilevanza
meritata.

Il dibattito aperto tuttavia, a mio giudizio, sta dimostrando come i
contesti in cui emergono tali fabbisogni (l'"operatività" del fare
internet)

  • e i loro limiti - si prestino ad essere assunti come pseudo-paradigmi
  • del futuro della rete.

    Mi sembra chiaro che la richieste presenti nella lista siano ispirate a un
    più diffuso rispetto e condivisione di una "grammatica" per l'usabilità
    delle interfacce, che ad un inaccettabile adeguamento universale a
    presunti manuali di stile, rintracciabiloi sulla rete.

    Questo del manuale di stile(style guide) é un tema che molte realtà,
    soprattutto accademiche e aziendali orientate all'efficacia gestionale
    dell'informazione aziendale, adottano al fine di rendere coerente,
    riconoscibile e quindi rapidamente condivisibile un documento (un white
    paper, un case study, una specifica di progetto o quant'altro)attraverso
    le intranet.

    Se mi é stato richiesto di lavorare ad un'offerta per un'azienda di un
    settore a me ignoto, si può effettuare una ricerca documentale e
    individuare sui file rintracciati e compilati secondo precise normative di
    qualità e di stile definite dal settore comunicazione dell'azienda, le
    informazioni utili al lavoro con risparmio di tempo ed ottimizzazione
    dello stesso.

    Ad esempio, da noi avviene così.

    Ma i documenti per potere pubblicati devono passare all'esame - non dei
    contenuti - di due content owner.

    Ora é ovvio che un ente certificatore non esisterà mai in internet. E
    nessuno se lo auspica.

    Ora Giancarlo Livraghi (web al tramonto - 10/11/2000) in un suo intervento
    sulla lista dopo diverse domande sull'utilità della qualificazione di
    come attuarlo giunge alla conclusione che: "La parte principale dei valori
    non sta nel "sito web" ma in quello che c'e' dietro. Anche le migliori
    soluzioni di architettura, struttura, organizzazione e usabilita' servono
    a poco se non c'e' una strategia, un impegno, una qualita' di contenuti. E
    quelle sono molto spesso le cose che mancano."

    EDITORIA PER IL WEB !!! Cioè un PROGETTO EDITORIALE (in senso lato), forte
    della tradizione metodologica dell'editoria e delle sue competenze
    secolari, ma conscia delle potenzialità comunicative del web.

    Cioé elogio della integrazione multimediale in un contesto ipertestuale ed
    enciclopedico, abbattimento della barriere spazio/temporali, cooperazione
    attraverso la condivisione dell'informazione aggiornata in tempo reale.

    Il resto della faccenda gravita nella vecchia considerazione secondo la
    quale in una democrazia tutti hanno il diritto di esprimere la propria
    opinione, ma solo pochi hanno qualcosa da dire e solo pochi di questi
    sanno farsi capire.

    Ma questo vale per qualsiasi linguaggio e forma di comunicazione.

    Forse il problema é il timore che gli insuccessi o le mancate
    focalizzazioni di n portali o di altrettanti e-shop creino una
    perturbazione irrecuperabile nel mercato?

    Monica della Simulware dice nel suo intervento:

    Da una parte viene richiesta la facilità d'uso che implica
    gli standard:
    in soldoni, questo significa mantenere la stessa posizione e lo stesso
    aspetto per elementi aventi la medesima funzione (idealmente
    bisognerebbe
    quindi mantenere un'identico layout per tutti i prodotti).

    Dall'altra parte c'è l'esigenza di espressione artistica, di sensorial
    design efficaci ed accattivanti, la 'personalità' di ciascun prodotto.

    Queste due esigenze vanno collimate. Apparentemente sembra un trade-off
    ineliminabile: più usabilità = meno impatto grafico e viceversa. Ma in
    realtà è possibile uno sforzo per integrare le due opposte fazioni,
    rinunciando ad un'usabilità ideale (che risulterebbe a tutti
    gli effetti
    noiosa: l'essere umano richiede la varietà, il cambiamento)
    per puntare ad
    una facilità d'uso magari 'di base' ma efficace.

    Come?

    Basterebbe seguire alcune regole di base in grado di
    permettere al grafico
    di muoversi con una certa libertà pur nel rispetto di alcuni
    standard (e
    qui entriamo nel merito della dottrina GUI, Grafical User Interface,
    applicata al Web).

    Gli art director delle agenzie pubblicitarie non si sognerebbero mai - non
    glielo permetterebbero mai i clienti - di creare del disturbo sul canale
    comunicativo mediante interventi di layout grafico fini a sè stessi.
    Però é anche vero che una campagna viene sottoposta a test di verifica.
    Michele Visciola nel suo testo, ma credo non sia il solo, dichiara
    l'indispensabilità della fase operativa in questione.

    Probabilmente tra qualche anno si assisterà, come é accaduto anche per la
    pubblicità, ad una naturale selezione,generata anche da logiche di
    potere, tra la nobiltà delle "cantine" a basso costo e la forza
    contrattuale delle grandi web agency.

    ooooooooooooooooooooo
    Mauro Boccuni
    content manager
    Olivetti Getronics/cct intranet/internet
    via Campi Flegrei, 34
    80078 - Pozzuoli - Na
    tel: (+39) +81 8533469
    fax: (+39) +81 8533799
    e-mail: Mauro.Boccuni@getronics.com
    web site: www.getronics.com