Semiotica, brand, roi, awareness etc.

Buonaseeeera,

mi sembra carino cominciare dal tormentone pubblicitario del momento per
parlare di una serie di argomenti molto interessanti che stanno
monopolizzando la lista di questi tempi.

Vorrei provare a concentrare il mio intervento su questo esempio:
pubblicità FIAT.

Alcuni semiologi ritengono che tutti i testi (ovvero tutte le forme di
comunicazione, verbali e non) siano delle storie, ed in quanto tali
presentano una struttura di fondo legata ad un'assiologia deducibile dal
livello esteriore: per essere brutali, ma spero più chiari,
dall'espressione si può risalire ai valori sottostanti a tutte le forme di
comunicazione.

Credo che a questo livello siano pochi a muoversi in Italia, compresi gli
scienziati FIAT. Tuttavia, un po' di buon senso e quella competenza
linguistica-televisiva di tanti anni di militanza di fronte al tubo
catodico potrebbero farci identificare i valori dell'amicizia, dell'amore,
della comunità etc. (molto in linea con il frame culturale italico)

Attraverso questi valori contenuti in una serie di campagne pubblicitarie
molto divertenti e giovanili, la FIAT sta cercando di rinnovare la sua
brand equity, aggiungendo caratteristiche che evidentemente non le
venivano riconosciuti: stile sportivo (la serie con Schumacher e
Barrichello), vita all'aria aperta (soprattutto nella promozione vendita)
e sinuosità femminile, topos affermatosi recentemente per le automobili
(campagna FIAT summer).

Questo crea brand awareness? quale vantaggio ne traggo? come lo posso
quantificare?

ROI, ritorno sull'investimento, facilmente quantificabile nel breve
termine.

Probabilmente i cari buoni vecchi manager FIAT hanno i loro bei trend di
vendita stagionali che gli dicono quanto impatto hanno queste campagne
sulle vendite, e quindi quanto ha reso l'investimento pubblicitario.

"Ma con questo cosa voglio dire" come direbbe Palmiro Cangini.

Beh, semplicemente che, come afferma un mio caro prof, il contenuto è
sempre rappresentabile in un diagramma: quando parliamo di fattori che
influenzano le scelte aziendali dovremmo ricordarcelo, così come quando
scriviamo per Milst. Altrimenti diamo l'impressione di essere degli
azzeccagarbugli, che sanno un po' di tutto, ma di nulla a fondo. Ho letto
recentemente molti interventi che non seguivano il topic del thread, così
come alcuni in cui non era chiaro anche se c'era un topic.

Ciao a tutti

Gianfranco Gabrieli
Account manager
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E-mail: g.gabrieli@logo2000.it
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