Slave marketing

Salve a tutti,

sono Gianluigi Ragno, mi occupo di marketing e comunità virtuali; ho
atteso prima di dire la mia sulla questione Buongiorno, certo del fatto
che ci sarebbero stati altri interventi da cui prendere spunto.

Occupandomi di community presso eCircle Italia (società che non ho nessun
interesse particolare a difendere , in quanto dimissionario), sono stato
recentemente testimone di una delle più ardite performance di Buongiorno.
Procedo, ma prima sono necessarie alcune premesse: cerco di fornire alcuni
chiarimenti a chi, come Gabriele Lenzi non ha ben chiara la situazione del
mercato del mailing (le comunità virtuali sono un'altra cosa) in Italia:
oltre a B! nella nostra penisola operano numerose altre realtà come
eCircle , eGroups, Listbot, Bravenet, Tripod e numerose altre, con milioni
di utenti registrati ed una crescita continua documentata, anche se
diversa da quella vantata da B! (spesso con lo stupore :-) degli addetti
ai lavori) alle varie "fiere" di internet.

Dalle mail che ho avuto modo di leggere è inoltre emersa la necessità di
fare una distinzione fra newsletter e mailing list; si intende per
newsletter, un mailing a "senso unico" in cui un utente riceve
informazioni e aggiornamenti a cadenza variabile senza poter intervenire.
Nel caso della mailing list invece, c'è la possibilità per l'utente di
partecipare con propri contributi alla discussione (es Mlist).

In base alla prima ed alla seconda premessa quindi, è facile dedurre che
non solo Buongiorno non ha il (nemmeno il quasi) monopolio di newsletter
e mailing list, ma di queste ultime nemmeno si occupa.

Passo ai fatti: nel giorno di S.Valentino una persona iscritta ad una
mailing list di eCircle, ha avuto la felice idea di mandare alla lista di
cui faceva parte la famosa cartolina; risultato: un forum con 150 iscritti
( wow, 150 piccioni con una fava!) si è "automaticamente" trovato
registrato alla famosa newsletter.

Non essendo possibile per una mailing list (che ha solo un indirizzo
ricevente e mai in uscita) cancellarsi dalla newsletter di Buongiorno, è
stato necessario contattare l'azienda che ha provveduto a mettere in black
list (cioè impedire ogni successiva iscrizione) tutte le newsletter e le
mailing list di eCircle.

Sembrava finita quando il giorno seguente un po' per magia, un po' per
coincidenza, non voglio proprio pensare per ripicca, la stessa mailing
list di eCircle si è "ritrovata" iscritta ad una decina di newsletter di
send.it, il servizio di hosting di newsletter, manco a dirlo, di
Buongiorno.

Misteri del... monopolio? Mah!

...e vado avanti rispondendo a Pietro Bottazzi che scrive:

"Se ti chiamano a casa per proporti l'acquisto di biglietti del teatro,
corsi di inglese, farti domande stupide o altro.....come la definisci
questa azione.....spamming telefonico???"

Si, siamo più abituati , ma è pur sempre una violazione della privacy.
Mi chiedo inoltre, se Pietro abbia dimenticato che diversamente da una
telefonata in arrivo o da un depliant, la mail in arrivo ha un costo per
chi la riceve; sarà anche un costo irrisorio, ma se io che per lavoro sono
costretto ad avere circa 30 account, mi trovassi iscritto ai servizi di B!
con tutti e 30, quanto dovrei spendere in termini di tempo e denaro per
scaricare la posta e per cancellarmi, una volta che mi sono accorto di che
si tratta?

Voi direte, non capita! E invece capita, è già capitato...

Come si giustifica poi, chiedo a Lucia Predolin, la ricezione di "varie"
newsletter causata dall'iscrizione ad una sola di queste?

Sarebbe come se io chiedessi a Elena di telefonarmi tutte le volte che lei
ed i suoi amici vanno a teatro per potermi unire a loro, ed avessi come
risultato una telefonata sua e dei suoi amici, ogni volta che vanno in
montagna, al mare, al bowling etc!

Paragone folle? non mi sembra differisca molto da ciò che accade con
Buongiorno.it e con Send.it

Lasciando in pace il povero Godin e il suo "permission" , io chiamerei
iniziative come queste "slave marketing", marketing degli schiavi: come si
chiama infatti lo sfruttamento (in queste mail ci mettono, come è giusto,
un bel po' di pubblicità),di indirizzi e quindi di individui che non
vogliono essere dove di fatto si trovano (iscritti a qualche nl)?

Ah è vero, gli schiavi sono tenuti prigionieri, noi no! Grazie, troppo
buoni!

Saluti, Gianluigi Ragno