Smau per gli editori

Sono uno di quelli che a Smau c'è e ci sarà. Prima come visitatore nella
veste di giornalista alla ricerca di novità, poi in quella di espositore
nella veste di editore. I cinque giorni di Smau sono un'odissea. E' una
esperienza faticosa, dispersiva, a volte frustrante, ma sempre, dico
sempre, ricca di stimoli e di nuove esperienze. Noi editori, grandi e
piccoli, a Smau ci andiamo perché incontriamo il nostro pubblico di
lettori, che ci dicono cosa pensano del giornale, cosa vorrebbero leggere,
cosa non gli è piaciuto, e il mondo dei nostri attuali e potenziali
inserzionisti, con cui parliamo di progetti, di errori da noi commessi, di
nuovi sviluppi della loro e della nostra attività.

Mi sembra quindi che Smau sempre più si trasformi da luogo della
esposizione, della mostra delle ultime novità, a luogo di relazione, di
incontro e di conoscenza. I padiglioni con gli stand variopinti e
chiassosi sono l'aspetto più eclatante, divertente e al contempo
fastidioso di Smau, ma accanto ci sono decine e decine di convegni e
seminari, frequentati da migliaia (sì, migliaia) di persone.

E' vero, le novità tecnologiche non si scoprono a Smau, ma su Internet,
sulle pagine delle riviste o nelle manifestazioni delle diverse aziende.
Ma ciò che in nessuna altra occasione puoi vedere, almeno non in questa
dimensione, è la faccia delle persone con cui lavori o vorresti lavorare,
quelli che vendono o sviluppano il software, promuovono o gestiscono le
pagine web.

Per questo trovo Smau un appuntamento eccitante ed indispensabile.
Excite, con la sua comunicazione controcorrente ed irriverente, doveva per
forza, anche in questo caso, farsi notare, trovare una forma dirompente.
Ma che Smau fosse importante anche per gli uomini di Excite lo dimostra il
fatto che quella campagna l'abbiano messa in circolazione proprio in quei
giorni di ottobre e non in altri: non ci sono, ma lo voglio far notare.

Perché Smau conta.

Buon lavoro a tutta la lista
Mario Salvatori.


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