Spam: a volte ritornano (le mail)

Altri subject per questo post:

  • Ma guarda un po' N.2
  • Spam e autocompiacimento
  • Anvedi come spamma Nando
  • Microsoft spia Mlist?
  • Mai dire "mail"
  • etc.
  • Salve Lista,

    Dopo lunga assenza mi ripresento come il prezzemolo per scrivere una cosa
    che in fondo non ha alcuna utilita' pratica e purtroppo nemmeno economica.

    Non spingete, arrivo al punto.

    In questa lista si e' spesso parlato di spam (ho letto gli ultimi
    interventi con nuove proposte risolutive) e un annetto fa detti il mio
    contributo con la mia "visione" delle cose. Ne chiacchierammo un po' e la
    cosa fini' li' come in fondo accade spesso.

    La scorsa settimana leggo su una rivista informatica che Microsoft ha
    annunciato un sistema per combattere lo spam che sembra ricalcare
    fedelmente quello che avevo pensato. Dovrebbe partire pienamente intorno
    al 2006.

    Francamente non credo che le due cose siano collegate, quindi non sono qui
    a recriminare nulla (forse un po' ad autocompiacermi, ma solo un po'). La
    morale? Non sono le idee che ci mancano..... Semmai i soldi :-)

    Ed ora, per i maniaci dell'approfondimento, ecco i miei post passati (2) e
    infine uno scorcio dell'articolo che ho letto:

    -------------- post 1: 21/02/2003 ------------------
    Subject: Ancora spamming: un'idea

    Buongiorno Lista!
    (ciao Elli, da quanto tempo!)

    Okay, fine saluti. :-)

    Premessa: la mail e' lunga e forse anche noiosa e ridicola. Ma la lista
    include le "visioni" ed e' quindi lecita, per chi ha pazienza per leggerla
    fino in fondo.

    Dopo mesi mi rifaccio vivo. Non perche' fossi sparito, ma semplicemente
    perche' non avevo nulla da dire. O se avevo qualcosa da dire non ne avevo
    il tempo e quindi perdevo il "timing" (ormai la giusta scelta del timing
    e' un must anche per le partecipazioni alla lista).

    Okay, ma oggi sono qui e la mia quotidiana esperienza di battaglia con la
    posta indesiderata inizia a grattuggiarmi la mente (per non dire
    qualcos'altro...). E quando mi si pone un problema da risolvere la mia CPU
    mentale inizia a lavorare finche' non fonde oppure non trova una soluzione.

    Cosi'.... Ho una visione, e la voglio condividere con voi. Io ve la dico e
    voi me la smontate (oppure ci pensate su e la considerate fattibile).
    Insomma, e' cosi' che funziona in una lista, no?

    Okay, riepilogo: la posta indesiderata forse non riempie il mio hard disk
    ma di sicuro sta diventando un po' troppa (diciamo che ho un rapporto 1/50
    fra posta di lavoro e spam).
    Il vero problema non e' lo spam (sul quale sorvolo con velocita' sempre
    maggiore e che finisce in modo automatico nel cestino) quanto il
    verificarsi dei seguenti due problemi:

  • non tutto lo spam e' effettivamente spam (insomma ogni tanto qualcosa
  • che potrebbe interessarmi c'e')

  • per cancellare velocemente tutto cio' che e' spam talvolta ho cancellato
  • anche della posta che non lo era (okay, forse e' un po' da idioti, ma mi
    e' successo).

    Insomma, va data una regolata, ma come?

    E qui nasce la riflessione: in realta' viviamo in un mondo che rende piu'
    o meno liberi tutti di comunicare apertamente. Se voglio metto volantini
    nella posta, se voglio mi metto a gridare per strada o faccio l'uomo
    sandwitch. Ma se voglio inviare 100 o 1.000.000 di volantini di carta
    impieghero' una quantita' di tempo differente, quasi proporzionale (con le
    dovute riflessioni sulle economie di scala). Non solo: dovro' girare per
    piu' strade, stampare piu' fogli, etc.

    Insomma, il volantino resta una forma di comunicazione gratuita per chi la
    riceve e anche per chi la manda, ma solo in linea di principio. In realta'
    questo sistema di comunicazione incide su delle risorse che non sono
    infinite: i soldi, il tempo, le persone, etc.

    Con la posta elettronica no. Non c'e' differenza fra mandare una mail ad
    un solo destinatario o ad un milione di individui. Fatta la lista, ogni
    spammer puo' inviare mail senza incidere su "nessuna" (e sottolineo
    nessuna) delle risorse esauribili: non gli toglie tempo, non gli toglie
    soldi.

    Io credo che il problema sia tutto qui: se non esiste nessuna differenza
    fra uno o migliaia di destinatari e' evidente che chi vuole promuoversi
    adottera' massicciamente lo strumento. E il peggio deve ancora venire!

    Contro questa piaga non hanno molta efficacia i software antispam, anche
    perche' i sistemi di filtro sono banali oppure troppo rigidi. Insomma non
    risolvono.

    Supponiamo una soluzione diversa, invece. Supponiamo che ognuno di noi
    possa stabilire il proprio filtro indicando una soglia di costo necessaria
    per chi vuole inviargli una mail.
    Solo il mittente che accettera' di pagare quell'importo potra' spedirgli
    posta e tutti gli altri saranno filtrati in automatico.

    Facciamo un esempio. Attraverso questa banale regola stabilisco con un
    plug-in sul mio client di posta che mandarmi mail costa 1 lira. Se tutti
    avessero scelto la stessa mia impostazione gli spammer che vogliono mandare
    1.000.000 di mail devono pagare 1.000.000 di lire (il dove e come pagare
    lo vediamo dopo).

    Con una regoletta semplice come questa potrei aver fatto fuori un bel po'
    di spammer di basso livello.

    Adesso supponiamo un po' di scenari diversi:

  • ho messo una soglia di 1 lira e mi arrivano ancora mail che mi scassano.
  • Alzo la soglia a 2 lire e vedo che succede. A quel punto la posta
    promozionale pagata 1 lira non mi arriva e solo quella di chi accetta di
    pagarne 2 mi arrivera'.

  • la mia soglia puo' essere diversa da quella di un altro. Volete mandare
  • mail promozionali a Elena Antognazza? Beh, il programma vede la sua soglia
    e vi comunica che se volete che lei riceva (non legga, solo riceva) vi
    costera' 5 lire. A quel punto scegliete e se la mail che dovete mandare
    vale quella cifra (per voi che la mandate) allora procedete, senno' pace.

  • la vostra soglia segue il vostro rapporto con la posta. Ne volete tanta
  • e anarchica? Non mettere filtri. Ne volete poca e selezionata? Alzate la
    soglia.

  • volete che il costo incida solo verso le persone che non conoscete?
  • Bene, basta dire al vostro client che i contatti gia' acquisiti comunicano
    gratis (come succede adesso). Quindi posso dire che la posta di mlist la
    voglio e non deve costare niente ne' a me che la ricevo ne' a chi me la
    manda (and so on).

    Alcune delle cose che mi piacciono di questa idea sono:

  • il fatto che e' progressivo e scalabile. In altre parole non e'
  • necessario che tutti adottino il sistema e chi non vuole soglie puo'
    continuare a vivere come ora (e beccarsi tutto lo spam che c'e' in giro).
    Ma il bello e' che il sistema vincola chi spedisce e libera chi riceve.

  • il fatto che ogni regola e' mutabile e personalizzata. La soglia del
  • costo ognuno se la sceglie e puo' essere 0 (per gli amici) e alta per chi
    vuole scassarmi l'anima.

  • il fatto che l'e-mail resta cosi' uno strumento potentissimo di
  • comunicazione (veloce e potenzialmente gratuito) ma senza avere le rogne
    della gratuita' (lo spamming, appunto). Potrebbe essere anche piu'
    conveniente del volantino (che costa ben piu' di 1 lira) ma senza essere
    totalmente gratuito (addirittura potrebbe bastare una soglia di 0,1 lire
    per contenere il fenomeno).

    Ultima osservazione: ma i soldi di chi invia mail a chi vanno?
    Io non li farei andare ai destinatari. Se potessi scegliere io li
    ripartirei in questo modo:

  • un 30% ad un fondo di sviluppo delle infrastrutture tecnologiche,
  • detassazione degli investimenti sull'e-commerce e altre cose che servono
    alla Rete.

  • il restante in beficenza.
  • Cosi' ogni volta che creiamo un filtro aiutiamo anche Internet a crescere
    o facciamo un po' di bene (che non guasta mai).

    Restano i dettagli tecnici, tipo un pagamento in anticipo degli importi
    destinati alla corrispondenza elettronica o degli addebiti automatici
    (tipo francobolli elettronici), la verifica a prova di contraffazione
    dell'avvenuto pagamento, etc. Insomma, c'e' da lavorarci su e non e' detto
    che sia semplice. Ma il beneficio ricavato e' per tutti, se funzionasse.

    Se vi sta venendo in mente la bit tax di qualche anno fa, non c'entra
    nulla.
    I soldi sono i nostri e servono per autoregolamentare il fenomeno, non per
    alimentare le casse di qualcuno.

    Okay, l'ho detta.
    Smontiamo l'idea.

    Buon Lavoro
    Piero

    -------------- post 2: 27/02/2003 ------------------
    Subject: Ancora spamming: un'idea

    Salve Lista,

    Mi ero ripromesso di non replicare mail su mail anche perche' lo scopo era
    quello di creare un'occasione di confronto e non di sostenere una tesi.

    Debbo dire pero' che in tutti gli interventi di risposta ho trovato di che
    riflettere. Come sostenevo le questioni tecniche rischiano di far passare
    in secondo piano il valore dell'idea.

    A questo proposito, trovo condivisibili le resistenze di Gianluca
    (Diegoli) ad esempio. Pur non avendo testato i tools che suggerisce (cosa
    che mi riprometto di fare, parola di lupetto) credo che ricorrere alla
    speranza che possano essere gli ISP ad autoregolamentare il mercato
    costituisce - ahime' - una chimera.

    E' altresi' vero che le difficolta' nel riuscire a creare un sistema
    efficace per effettuare micropagamenti possa spostare il fuoco
    dell'attenzione dalla proposta.

    Inoltre, mi rendo conto che uno dei possibili problemi possa essere
    costituito dalla verifica dell'effettivo mittente (possibile solo con
    sistemi sicuri di identificazione che richiedono anche il coinvolgimento
    di un authority).

    Senza voler quindi ignorare ogni giudizio (che confermo interessante e
    valido), gioco il mio ruolo di avvocato del diavolo per esprimere la
    valutazione fatta fino a questo momento.

    Io penso che un sistema efficace anti-spamming possa sostenersi solo se ha
    queste caratteristiche:

  • non deve snaturalizzare i vantaggi tipici dello strumento (in altre
  • parole la posta elettronica deve avere i vantaggi che oggi ha e mantenerli)

  • deve essere opzionale e scalabile (cioe' non deve avere valore solo se
  • tutti lo adottano ma trarre semmai vantaggio dal maggior numero di persone
    che lo scelgono - un po' come e' stato per il file sharing)

  • deve avere un sistema economico e naturale di autopromozione (non devo
  • convincere nessuno ma dev'essere convincente da se, e deve diffondersi
    secondo i dettami del viral marketing)

    Non so se oggi il gioco vale la candela. Ma quando la firma digitale sara'
    uno standard e lo spamming sara' decuplicato forse la proposta assumera'
    una piega diversa e piu' interessante.

    Forse.

    Buon lavoro
    Piero


    Da Pc World Italia del mese di maggio:

    "...sembra che molti utenti siano cosi' stanchi di ricevere questi
    messaggi al punto che stanno mettendo in serio dubbio il futuro utilizzo
    della posta elettronica [...] Forse anche per questo Bill Gates
    recentemente si è affrettato ad annunciare di aver trovato la formula
    magica per estirpare alla radice il problema, entro il 2006 [...]
    ...bisognera' intervenire con tre diverse strategie contemporaneamente. La
    prima prevede il ricorso a nuovi sistemi per l'autenticazione e
    l'identificazione del mittente. La seconda attacca frontalmente i sistemi
    automatici usati dagli spammer [...].

    La terza e ultima mossa, invece, lascia piuttosto perplessi. Si tratta
    infatti di una sorta di tassazione delle e-mail, sebbene vada detto che
    non sarebbe applicata in modo indiscriminato.
    In effetti non si tratta, come molti hanno scritto, di un francobollo
    virtuale da pagare per ogni missiva inviata, bensi' di un balzello che
    sarebbe applicato ogni qual volta il destinatario della mail dovesse
    considerare il messaggio come spam [...]"


    Piero Intonti | Team Manager
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