Spam e Peacefire

Ciao Elena,

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Spamming: un passo avanti verso l'eliminazione

Il tribunale dà ragione a Peacefire.org e accusa lo spamming
II gruppo Peacefire.org, sostenitore della libertà di parola, ha vinto una
disputa legale, nella lotta contro le e-mail non richieste. Ora chiede
una legge anti-spam

di Gwendolyn Mariano
ZDNet
26 marzo 2002

Il tribunale della contea di King, nello stato di Washington, ha
riconosciuto a Peacefire un indennizzo di 1.000 dollari per ciascuna delle
tre denuncie presentate dal Webmaster di Peacefire, Bennett Haselton. La
denuncia, depositata presso il tribunale per le cause minori, accusava Red
Moss Media, Paulann Allison e Richard Schueler di aver inviato a Haselton
messaggi commerciali non richiesti, contenenti informazioni ingannevoli,
fra cui falsi indirizzi e-mail di risposta e oggetti fuorvianti.

La severa legge anti-spam dello stato di Washington bandisce questo tipo
di e-mail ingannevoli. Approvata quattro anni fa, è una delle prime
misure adottate in tutti gli Stati Uniti e stabilisce dei limiti per chi
diffonde posta non desiderata, con pene severe per i trasgressori. In
ottobre, la Corte Suprema ha rifiutato di prendere in esame
un'impugnazione su basi costituzionali della legge di Washington.

Anche la California ha una legge anti-spam analoga, che impone ai mittenti
di inserire le lettere "ADV", che significano advertisement (messaggio
pubblicitario), nell'oggetto del messaggio. La legge californiana ha
ricevuto a sua volta l'appoggio del tribunale, quando una corte d'appello
statale ha stabilito che tale imposizione non viola alcun articolo della
Costituzione degli Stati Uniti.

Il Congresso, tuttavia, non ha ancora approvato una legge federale che
imponga delle regole alle mail commerciali, costringendo i consumatori,
come Haselton, a cercare giustizia presso i tribunali statali. Finora,
Peacefire e Haselton hanno vinto le loro cause. In dicembre, avevano
riportato vittorie analoghe, sempre presso il tribunale delle cause
minori, ottenendo risarcimenti di 500 dollari da quattro diversi spammer.

La sentenza "dimostra che ci sono modi non-tecnici per combattere la
spam", ha affermato Haselton. "Sono lieto di vivere in uno stato che ha
un'efficace legge anti-spam; spero che altri stati approvino leggi
analoghe, o che lo faccia il governo federale". Non è stato possibile
intervistare i rappresentanti di Red Moss Media e Schueler, per avere una
loro dichiarazione; Allison, invece, ha preferito non commentare la
sentenza.


Massimiliano
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