Spam on-line = spam off-line?

Ho da poco terminato il mio post a proposito dello spamming ad opera di
Buongiorno.it ed altri. Ho continuato a riflettere sulla questione
arrivando a comparare la casella di posta elettronica alla cassetta della
posta tradizionale: quante volte ho trovato offerte commerciali sotto
forma di volantini, depliant e quant'altro; e quante volte non ho fatto
che cestinarle senza badarci più di tanto?

Il senso di "fastidio" sussiste ugualmente, ma viene meno, almeno per quel
che mi riguarda, quel senso di "invadenza", quasi di "violazione" che
avverto quando giungono e-mail indesiderate di tipo commerciale.

Dove sta la differenza? Mi viene da pensare che forse l'indirizzo e-mail è
qualcosa di più "personale". In effetti il più delle volte la
distribuzione di volantini e assimilati avviene indistintamente,
provvedendo a riempire tutte le buche della posta senza sapere a chi
queste facciano capo (questo avviene anche per le automobili: ti lasciano
sul parabrezza un volantino e non credo che dietro ci sia uno studio del
tipo: ad un proprietario di Mercedes questa pubblicità può interessare
piuttosto che a chi possiede una Fiat Punto).

Capita però anche che il fenomeno di tale pubblicità invasiva si traduca
in un'offerta rivolta proprio a noi, nel senso che sull'indirizzo del
destinatario compare proprio il nostro nome (vedi ad esempio la vendita
per corrispondenza di prodotti di bellezza, oppure le proposte di corsi di
formazione e master). La fonte da cui vengono attinti gli indirizzi è
ovvia. Nei casi citati sarà stata rispettivamente un'amica che mi ha
segnalata per farmi conoscere i prodotti in questione (ed ottenere un bel
regalo in cambio!) e l'università presso la quale mi sono laureata (ma in
quest'ultimo caso avevo dato l'autorizzazione in un modulo consegnato alla
segreteria insieme alla domanda di laurea).

Il punto è che, se anche non manifesto interesse per le offerte
commerciali illustratemi e non effettuo alcun ordine, continuo ad essere
"bombardata" .

Allora vi chiedo: l'accostamento tra posta tradizionale ed elettronica in
termini di "spamming" è calzante? Perché l'effetto di intolleranza che ne
deriva è più elevato se giunge una e-mail indesiderata? Forse perché su
Internet ci aspettiamo regole non scritte finalmente rispettate e la
tanto agognata libertà di essere persone prima che consumatori?

Saluti

Tiziana Nicotera