Spam, RBL (blacklist) e certificati digitali gratuiti

Una domanda rivolta agli esperti che si occupano di spam, direct mktg, gestione di server di posta.

Per risolvere il problema dello spam, invece di utilizzare le RBL
(cosiddette blacklist) che mietono tante "vittime", non sarebbe più semplici diffondere l'utilizzo dei certificati digitali gratuiti associati al solo indirizzo di posta elettronica ed implementare una regola sul server che elimini i messaggi privi di certificato?

Twathe, una autorità di certificazione, li rilascia gratuitamente.

Con questo sistema si potrebbe fare a meno della collaborazione del provider a cui si appoggia lo spammer.

Considerando che in caso di spam il certificato viene ritirato dalla CA che lo ha emesso dobbiamo supporre che gli spammer avrebbero vita dura.

Mi rendo conto della difficoltà di far comprendere a milioni di utenti questi meccanismi (io stesso mi vergogno a rileggere alcuni miei messaggi di alcuni anni fa su questa lista in cui chiedevo lumi su firma digitale e
PEC!). Tuttavia, se i provider prendono una decisione comune potrebbero adottare un comportamento molto netto verso gli utenti che, in tal modo, sarebbero obbligati se non vogliono rischiare di vedere i propri messaggi bloccati.

Inoltre, si avrebbe il vantaggio, non indifferente, di conoscere la causa che porta al blocco, al contrario delle RBL che necessitano di un'attività
"investigativa" e poi, quando hai scoperto quale è la causa, devi scontrarti con la lentezza del tuo provider visto che solo lui può risolvere il problema con le liste.

Ho detto delle fesserie?

Ciao.

Francesco De feudis