Spam

Mi scuso per il ritardo - e per il fatto che non ho seguito tutto il lungo
thread sul tema "e-mail marketing" e quindi mi riferisco solo ad alcuni
messaggi sull'argomento (in particolare a quello di Sofia Postai del 10
luglio). Mi scuso anche per la lunghezza, ma a questo proposito ci
sarebbero ancora piu' cose da dire...

Per quanto molti cerchino di confondere il problema o di girarci intorno...
lo spamming rimane una piaga purulenta e sta continuamente peggiorando.

Accettiamo l'ipotesi che qualcuno voglia fare "e-mail marketing" in modo
corretto ed efficiente (cioe' stabilire dialoghi e relazioni solo con chi
e' davvero interessato). Se non e' in preda a una crisi di masochismo e
autolesionismo, dovrebbe essere il primo a combattere lo spam con la
massima energia.

(Forse in un sistema sano potrebbe essere talvolta immaginabile che in
qualche caso soluzioni "opt out" fossero accettabili... ma in una
situazione cosi' inquinata sono impraticabili, anche perche' i peggiori
spammatori ricorrono a ogni sorta di trucchi, compresi i finti
"usubscribe").

Oltre a essere una mostruosa rottura, lo spam ormai e' un marchio
d'infamia. Usato in prevalenza da gente molto ambigua, compresi
pataccari, truffatori e imbroglioni di ogni specie. Credo che sia molto
pericoloso per qualsiasi impresa (o persona) seria confondersi con quella
gentaglia.

Fra gli imbroglioni, naturalmente, ci sono i venditori di liste. Che
spudoratamente promettono di offrire liste "selezionate" o addirittura di
persone che "hanno accettato di ricevere" questa o quella cosa - quando
palesemente non e' vero. Chi ci casca o e' in malafede o e'
imperdonabilmente cretino.

E in piu' ci sono i worm come klez che moltiplicano lo spam e (mettendo
indirizzi falsi nel campo "from") fanno apparire come spammatori anche
persone che non solo non hanno mai spedito quella roba ma non sono neppure
infettate dal virus.

Naturalmente chi non ha una specifica attivita' online puo' difendersi
facilmente. Basta cambiare mailbox - e poi rifarlo, sei mesi o un anno
dopo, se qualche catena di spammatori e' riuscita a catturare anche quella
nuova.

Ma i piu' "puniti" sono quelli di noi che hanno un sito, pubblicano libri,
eccetera, quindi non possono cosi' facilmente cambiare indirizzo. Che
inondarci sia inutile, perche' non leggiamo gli spam (o se leggiamo non ci
lasciamo acchiappare) ai mercanti di spamming non interessa. Il loro
mestiere e' spargere merda il piu' largamente possibile - che funzioni o
no e' irrilevante.

E' positivo che qualcuno (per esempio l'Unione Europea) condanni
"ufficialmente" lo spamming, ma purtroppo in pratica non serve.

Le difese mancano o non funzionano bene. Ho l'impressione che non ci sia
molta voglia di darci efficaci strumenti di difesa perche' "in un modo o
nell'altro anche quello e' business". La verita' e' che e' proprio il
business a soffrirne di piu', perche' piu' spamming c'e' e meno ci si fida

  • e anche e-mail potenzialmente interessanti sprofondano nel mucchio delle
  • bufale.

    Lo spam e' un parassita imbecille che uccide se stesso e l'ospite. Come
    tutti i malanni di quella specie e' pernicioso. Ed e' anche un'epidemia
    aggressivamente contagiosa.

    Insomma mi sembra sbagliato sottovalutare questa infezione e mi piacerebbe
    vedere attivita' piu' serie ed efficaci per stroncarla.

    Ciao Elena, ciao Sofia, ciao tutti.

    Giancarlo Livraghi