Spamming soggettivo?

Salve a tutti,

riguardo la discussione sullo spamming (qui ma anche altrove), ho notato
che lo spamming viene spesso definito in maniera
abbastanza univoca ed inequivocabile come "posta non richiesta".

Ma forse nella definizione di spamming c'e' anche una forte componente
soggettiva, a seconda di come noi consideriamo il mittente del messaggio
e delle difese che abbiamo sviluppato
contro questo tipo di tecnica. Questa considerazione mi e' venuta in
mente proprio ricevendo le mail di Buongiorno e di IBM piu' volte citate
nella discussione. Oramai da molto tempo io non scarico direttamente la
posta ed uso uno di quei programmini che
monitorano ad intervalli regolari le caselle postali e che permettono di
cancellare direttamente sul server della posta i messaggi che non
vogliamo scaricare. Ricevo svariate decine di messaggi al giorno di puro
spamming che riconosco dal titolo arcinoto (FREE, Make money, Stock
addresses, etc..) o dal mittente sconosciuto (serkjgh@yahoo.com,
12345@excite.com, etc..) e li cancello inesorabilmente con un unico click
del mouse e non mi danno alcun fastidio, tanto che non ci faccio nemmeno
piu' caso.

Ma come facevo a cancellare una mail della IBM o di Buongiorno? Brand
riconosciuti e marchi (a diverso modo e livello) rinomati, quando non
prestigiosi. Non mi aspettavo di ricevere quel tipo di lettere da quelle
realta' e mi hanno molto infastidito. Ma quante persone, meno esperte dei
meccanismi del mail advertising, utenti alle prime navigazioni, PMI
appena entrate in rete si saranno sentite lusingate dall'interessamento
niente-poco-di-meno che della IBM? O dalla iscrizione gratuita ai
"servizi" di Buongiorno? Mentre ricevere la newsletter di un freelance
sconosciuto li fara' gridare sicuramente allo spamming (o li fara'
pensare di aver ricevuto un virus), d'altra parte essere avvisati della
nuova iniziativa commerciale della IBM puo' far illudere qualcuno di
essere entrato nel club esclusivo della new-economy... Insomma mi sembra
che, nonostante si parli tanto delle tecniche di web-marketing, uno dei
concetti fondamentali delle vendite online resti quello di far fesso il
contadino che scende la prima volta in citta' per la fiera. Se ci prova
uno sconosciuto posso pure capire, ma se lo fa anche la IBM mi sa che le
cose non si mettono nel migliore dei modi..

Vorrei anche fare notare una differenza tra gli spammers statunitensi e
quelli di casa nostra. Come qualcuno ha gia' ricordato, la legge
americana non considera spamming lo scrivere
a indirizzi email pubblicati sul proprio sito Web dal titolare. Si parte
dal presupposto (giusto, secondo me) che quando uno espone di
sua volonta' un contatto nelle sue pagine pubbliche sia poi disponibile
ad essere contattato da chiunque passi sul suo sito. Io ricevo moltissimi
messaggi spamming USA, ma il 99% mi arriva unicamente sulla casella che
ho pubblicato sul mio sito; solo qualche temerario ogni tanto manda un
messaggio su un'altracasella con cui ho registrato alcuni domini alla Network Solutions, ma molto raramente.

Oltre a queste due, niente. Eppure io scarico
quotidianamente i messaggi da 8 caselle postali diverse. E poi,
sentendosi sicuri non hanno bisogno di nascondersi. Possono sembrare
arroganti, ma quello che conta e' che si fanno sempre riconoscere
facilmente dall'argomento del messaggio. I messaggi italiani invece, pur
essendo molti di meno, mi arrivano su piu' caselle (esclusa quella del
sito, stranamente) che non sono pubblicate da nessuna parte ma con le
quali sono iscritto a varie liste. E inoltre sono sempre dissimulati come
"informazione". Mi sembra che l'approccio italiano sia diverso, meno
attento alle leggi vigenti in fatto di privacy, formalmente forse piu'
educato ("Scusate per l'intromissione", "pensiamo che possa
interessare",...) ma nella realta' piu' invasivo, perche' sostanzialmente
ingannevole. In una parola, piu' ipocrita. Come spesso succede in Italia,
purtoppo.

Saluti
Roberto Trama
http://www.capriweb.com
P.S. Primo intervento in lista, scusatemi se non mi presento, magari
un'altra volta.