Spot "intelligenti o no" (was TIM: pubblicità da cani)

=========================
Non credo che possiamo stabilire se siamo o no fuori target nè che nel
target ci sarà un ricordo fastidioso. Se ti facessi un pubblicità che
spiega il GPRS con delle belle equazioni ti farebbe schifo lo stesso. In
pubblicità esistono stili, tecniche, "giochetti" che non si possono capire
se non sei del mestiere e di cui il target non deve certo essere
consapevole perchè funzionino.
=========================

Provo a dare un contributo alla questione.
Sull'ultimo libro di Fabris (una raccolta di saggi commentati mi pare il
titolo dell'opera sia "la comunicazione d'impresa"), c'è un interessante
capitolo sulla pubblicità.

Uno dei dati che veniva riportato è il confronto fra le "classifiche di
gradimento" degli spot, espresse dalle giurie degli addetti ai lavori e da
panel di consumatori.

La cosa sorprendente è che è stata riscontrata una tendenza alla
sovrapposizione delle opinioni, quasi i gusti e gli "schemi di
valutazione" degli spot stessero diventando sempre più simili fra i due
gruppi.

Uno dei concetti che Fabris e l'autore del saggio sostengono (nel contesto
dell'evoluzione del consumatore) è che fare marketing "bene" sia oggi
molto più difficile di un tempo; e quindi anche fare pubblicità. Senza
dilungarmi eccessivamente, i gusti, le abitudini e la consuetudine con i
media, fanno sì che buona parte dei consumatori abbia ormai acquisito
proprio quella capacità di lettura di cui parla Fabio.

E' una delle tesi del saggio, poi io sono anche d'accordo, spero solo che
sia uno spunto utile sulla questione degli spot.

Un saluto alla Mlista.
Ciao

Marco Fontebasso
advertising services manager
Sems Srl - search engine marketing agency
www.ilmestieredeimotori.com