[spot tv] - "My Scene" e la pubblicità per i bambini

Sarà che non sono donna, e per cui non sono neppure mai stato bambina.

Sarà che a me la vanità pura ed essenziale, e che il mondo della moda fine
a sè stesso mi fa ribrezzo (e si che ci lavoro tutti i giorni). Però la
pubblicità della linea di bambole "My scene" mi fa accapponare la pelle.

Cartoni animati: tre giovani amiche, una caucasica, una di colore, e una
asiatica, estremamente trendy con cappellini, trucco, pantaloni e tutto il
resto molto smart arrivano a bordo di una decapottabile davanti ad una
boutique scintillante. La nera va vicino a dei vestiti appesi alle grucce
e schifata fa mentalmente la cernita (invento, ma il registro è
verosimile): "schifoso... orribile... andava l'anno scorso... che
brutto... piuttosto muoio... oh! ma che delizia!"

Quando, finalmente
appagata, sta per prendere il vestitino, l'asiatica lo prende dall'altra
parte e dice alle altre due "come mi sta?", e quella di colore, velenosa
"sei DAVVERO sicura che si intoni con il tuo look?". Claim tipo "bimbe,
accattateville", e finita lì.

Due considerazioni, una specifica e una generica.

1) Ma che schifo è?!?

2) vogliamo parlare seriamente di pubblicità a target infantile? Questo
spot l'ho sentito particolamente alieno e pericoloso, ma ce ne sono
moltissimi altri, come il tartassamento in periodo prescolare. Temo si
possa parlare di plagio. E prima ch qualcuno tiri fuori l'argomento, anche
il catechismo o la storia a scuola "plagiano", modellano la mente del
bambino, ma non son motivati a vendere e basta, e a portare la
devastazione nelle famiglie (anche attraverso voglie indotte e inutili, a
capricci che la famiglia non può permettersi).

E' un po' che ci sto pensando: la pubblicità a target minorile è etica?