Strumenti innovativi di permission marketing

Ciao a tutta la lista.

Mi occupo del lancio di una iniziativa innovativa nel campo dell'e-mail
marketing, e sto seguendo quindi con grande interesse il dibattito
sull'efficacia del permission marketing e sui sempre più frequenti
fenomeni di invasione della privacy degli utenti.

Non penso di dire nulla di nuovo sostenendo che i due punti chiave su cui
misurare il successo dell'email-marketing siano:

  • la capacità di inviare messaggi che interessino realmente chi li
  • riceve, nel momento in cui li riceve

  • il totale rispetto della privacy dell'utente, che deve avere il pieno
  • controllo sul processo di acquisizione e trattamento dei propri dati
    personali e deve avere la garanzia di non essere "invaso ed inondato" da
    messaggi commerciali non richiesti.

    Sul primo punto, tralasciando i casi di spamming nei quali spesso l'unico
    dato dell'utente che si conosce è l'e-mail, osservo che anche nei modelli
    "opt-in" gli schemi di profilazione generalmente utilizzati sono:

  • piuttosto statici: ad esempio, una volta che l'utente si è iscritto ad
  • un servizio per ricevere via e-mail offerte su una determinata categoria
    di prodotti che ha indicato all'atto dell'iscrizione, rimarrà sempre
    profilato con quei dati, e continuerà a ricevere le stesse offerte anche
    quando il bisogno di acquisto si è esaurito (questo a meno di non
    rientrare periodicamente nei singoli servizi per modificare/cancellare le
    iscrizioni, operazione che non sempre risulta di immediata realizzazione)

  • abbastanza generici: si va dalla targhettizzazione dei messaggi
  • commerciali basata sull'area tematica della newsletter, all'utilizzo di
    parametri socio-demografici da cui presumere poi reali interessi di
    acquisto.

    Sul secondo punto le note sono ancora più dolenti: è in atto una corsa
    all'accaparramento degli indirizzi e-mail degli utenti, con mezzi a volte
    leciti, a volte "formalmente leciti" ma molto aggressivi, a volte del
    tutto illeciti. Il risultato è la crescente inondazione delle caselle di
    posta con messaggi ai quali il consumatore è sempre meno disposto a
    prestare attenzione; inoltre cresce la diffidenza da parte degli utenti a
    lasciare in giro i propri dati, non avendo alcuna garanzia reale
    dell'utilizzo che ne verrà fatto, ma dovendosi "fidare" delle
    dichiarazioni e delle promesse di chi li raccoglie (promesse spesso
    disattese...caso Amazon docet).

    La mia convinzione, su cui è basato il progetto che sto lanciando, è che
    possano esistere strumenti alternativi per l'e-mail marketing, che possano
    conciliare una targhettizzazione molto precisa dei messaggi inviati con
    l'assoluta garanzia della privacy degli utenti in un modello in cui di
    fatto il consumatore abbia il pieno controllo del processo di
    comunicazione con le aziende.

    Su questa convinzione abbiamo sviluppato una piattaforma tecnologica
    innovativa, che funziona attraverso un client che l'utente scarica sul
    proprio PC e con il quale può definire via via in modo preciso le proprie
    richieste e ricevere messaggi mirati di risposta; i messaggi arrivano sul
    client stesso anzichè sull'email, avendo una garanzia reale (garantita
    irrevocabilmente dal sistema tecnologico stesso) di privacy e anonimato.

    La piattaforma è già implementata per la comunicazione B2C (il software è
    già on-line), ma può essere chiaramente implementata anche per
    applicazioni B2B.

    La sfida ora è quella di diffondere questo strumento, anche con
    collaborazioni ed alleanze con operatori già presenti nel settore.
    Per questo mi piacerebbe avere da parte vostra dei commenti
    sull'iniziativa ed eventualmente entrare in contatto con interlocutori che
    possano essere interessati a conoscere lo strumento in modo più
    dettagliato.

    Un saluto a tutti.

    Dino Cesta
    Marketing Manager
    Next2us.com
    www.next2us.it
    dino.cesta@next2us.it