Sviluppo internazionale (was: Il nuovo mercato - il fattore umano)

Prendo spunto dalla mail di Fabrizio per porre delle domande...

In realtà cosa si fa per aumentare la visibilità del nostro sito fuori
dal nostro paese? Cosa si fa per globalizzare la nostra offerta? Il più
delle volte ci si limita a mettere una bandierina inglese sul sito che
come per magia traduce il testo in inglese. ma siamo sicuri che

l'utenza di lingua

anglosassone (che di per sé costituisce un mondo a parte) abbia le
stesse esigenze dell'utenza italiana pensando alla quale abbiamo
creato il sito?
Cosa suggerirei? Beh in realtà mi balena in testa un'idea che credo sia
tecnicamente percorribile (ma non so che impatto avrebbe sui costi di un
sito) al posto delle bandierine-dizionario creerei dei siti nel sito.

Secondo voi che competenze sono necessarie per effettuare una
localizzazione reale, e non fittizia come lo e' la semplice traduzione.

Quali conoscenze del mercato straniero che ci poniamo come
obbiettivo e' necessario avere?

Poniamo il caso di un prodotto alimentare qualsiasi che
in Italia puo' essere associato ad un particolare momento
della giornata, ad un particolare tipo di persone, mentre
all'estero non necessariamente e' cosi'.

E' sufficiente acquistare una ricerca di mercato per
avere dei dati affidabili su cui elaborare strategie?

Oppure questo tipo di progetti rimane alla portata solo di
grandi societa' di consulenza internazionali?

Personalmente credo che la soluzione migliore sia
lavorare in una societa'/network con molte "filiali" straniere, proponendo
una "rotazione" del personale sui progetti,
in quanto le ricerche di mercato possono riassumere
i trend di un certo settore, ma non sono in grado di riportare
le sfumature (soprattutto di tipo culturale)che solo chi vive
in un determinato paese e' in grado di cogliere.

E i fattori culturali, nel tipo di comunicazione che
internet permette, sono cruciali.

Con questo sottolineo anche di non credere molto
nelle grandi societa' internazionali di consulenza,
le quali non mi sembra operino secondo il modello
"network" di cui parlavo poco sopra)

Purtroppo mi sembra che esse agiscano in gran parte
secondo un "pensiero unico o quasi", imponendo una
cultura di business lontana dalla realta' locale, emulando
i modelli piu' blasonati e "trendy", in un'ottica
"totalizzante".

Su questo saro' contento se qualcuno riportera' dei
fatti che mi smentiscano.

Ciao a tutti
e scusate la mancanza totale di filo logico ;)
Sebastiano