That's freelosophy: della morte della pubblicita'

Nel meraviglioso mondo di internet, che sempre piu' per il marketing si
dimostra un'ottima soluzione in cerca del problema...

... noto con un certo stupore che la piu' grande net company italiana, e
seconda europea, Tiscali, dopo essersi beata nel cazzeggio della
freelosophy (creando mostri, questo si, convinti che tutti i pasti su
internet siano gratis), ha perso la testa insieme ai profitti.

Compare infatti, nei vari siti webspace di tiscali, un banner, solitamente
in alto a destra, con la scritta "Non voglio la pubblicita" (guardare
partendo da webspace.tiscali.it qualunque sito).

Se a qualcuno venisse in mente di cliccare su quel banner, scoprirebbe che
per non vedere la pubblicita' Tiscali propone all'utente di pagare una
certa cifra (sigh!).

E' evidente che non possono fare pagare gli utenti webspace per avere lo
spazio su disco, visto che li hanno presi solo per quello (in teoria
pagherebbe la pubblicita' per loro).

E' evidente che non riuscendo a vendere la pubblicita', tentano di vendere
la sua assenza.

E' evidente che se fossi un inserzionista di Tiscali, che mi ha
snocciolato dati sfavillanti per farmi acquistare la pubblicita', li
denuncerei in un giorno se vedessi questi banner.

Credo sia il funerale pubblico della pubblicita' via Internet, non ho
altre spiegazioni.

(lasciamo perdere i commenti su tiscali, per evitare noie ad elena)

saluti e omaggi
aa