To free or not to free: Economia E BASTA?

Salve lista, intervengo a favore del free forever e del pay *motivato*.

L'economia nel web si e' fin dall'inizio dimostrata una bestia
assolutamente anomala, che in tanti hanno provato a cavalcare, aggredire,
abbindolare, anestetizzare, radiografare.... sino ad arrivare alle
autopsie (ma ancora i colpevoli dei "delitti" o restano impuniti o
addirittura sconosciuti).

I chilometrici trattati sulle killer application
non hanno salvato la vita a molte imprese online, gli intelligenti
articoli di alcuni avveduti osservatori non hanno svegliato le coscienze
(in generale)... E ancora la si tratta come un mercato di quelli che si
studiano nelle facolta' di Economia e Commercio (dove la variabile umana
e' *questa sconosciuta*).

Per non parlare dei fautori del "web-mktg assoluto" che propongono
la profilazione dei visitatori come LA soluzione (manco fossero bucatini..
profilati al bronzo e pronti per essere mangiati).

Si e' vero che per fare e-commerce ci vuole la vecchia cara logistica e
che il Customer Care e la vendita Online debbano appoggiarsi anche a
sondaggi approfonditi e softwares evoluti, ma pure in presenza di
logistica e prodotti, spesso il biz non funziona!
Eppure il marketing ci ha insegnato... E l'usability pure...

A mio parere bisognerebbe trovare dei neologismi calzanti anziche' degli
inglesismi estremi, per definire la rivoluzione economico-culturale che il
Web sta portando nelle case di tutti noi. Non ci saranno certo sfuggite le
evoluzioni ed involuzioni del settore negli ultimi 4 anni: i connessi sono
vertiginosamente aumentati, i profitti vertiginosamente abbassati.....

Dico.. e la chiamiamo solo ECONOMIA questa? O non e' il caso di porsi
qualche altra domanda?

E perche' non dovrebbero esistere i siti gratis??? Con tutta la spazzatura
che SI COMPRA offline da sempre, dico io... ma non ci vergognamo di
limitare la comunicazione solo per chi ha papa' che paga? (Parlando ad
esempio dei tanti studenti che arricchiscono la loro formazione grazie a
quanto reperiscono online). E da quando pagare = qualita' garantita
sempre? (vedi Windows, la Rai, le pay TV ... devo continuare?)

Andiamo al pay online... Chi paga per cosa, sul web? Chi ha assoluta
necessita' di un peculiare prodotto o servizio, che dia
soddisfazioni/risultati garantiti, il resto lo si trova aggratis
(vivaddio) a differenza dell'off-line, dove se la mia linea di autobus e'
scadente, non ho taxi gratuiti che ne facciano le veci.

Limitare il gratis vuol dire anche bloccare la ricerca e lo sviluppo; ad
esempio se Elena Antognazza ci avesse fatto pagare per entrare nelle sue
mailing-list, dubito che avrebbe capito negli anni quanto e come e' capace
di gestire una community (dalla sua competenza acquisita cosi', ora viene
il suo vero business: docenze, consulenze, inserzionisti..) o se il www
fosse stato brevettato, molti a quest'ora non si porrebbero manco questi
dilemmi, ne sarebbero semplicemente stati esclusi dai portafogli piu'
forniti.

Sintetizzando: w il PAY se mi da' risultati e soprattutto se NON HA
PAURA di confrontarsi col gratis (altrimenti vuol dire che non ha niente
di piu' da offrire...... e allora perche' dovrei pagare?).

Concludendo: chi vuole fare soldi online, si attrezzi ad inventarsi un
buon prodotto con intelligenti ritorni anche indiretti, invece che a
tentare di sbaragliare la concorrenza gratuita con strategie ignobili
(vedi spam) o, peggio, censure.

Alessandra
www.percheinternet.it
Strategie e Risorse per la Formazione e la Comunicazione