Truffe e legge

Ciao Elena, ciao Lista.

Non so chi sia, di certo non può essere la banca, che ne avrebbe solo
danni enormi, ma anche a me stanno arrivando da giorni messaggi in inglese
(!) da una banca italiana a italiani (!) Basterebbe questo a obbligarci a
diffidare.

Credo che si stia comonciando a rendersi conto di quello che significa
utilizzare la tecnologia senza pensare a regole alle quali attenersi. Si
conoscono le potenzialità, quindi si possono stabilire le regole.

Un esempio è il dibattito sul tracciamento e la profilazione che subisco
ricevendo informazioni.

Il mio parere è che sia lecito per chi diffonde una newsletter o gestisca
un sito conoscere il più a fondo possibile chi vi ha accesso o interesse,
quello che è scorretto è usare questi dati per azioni verso i soggetti
profilati. O meglio, le uniche azioni che sono disposto a considerare
lecite sono quelle di migliorare i miei contenuti, mirare le offerte,
ampliare i servizi, ovvero a usare su me stesso i risultati delle
ricerche, non usarli per rivolgere a chi non se lo aspetta delle offerte
commerciali o qualsiasi altra cosa, anche una gita al lago.

Quello che offende è essere spiati, e questo è lo spirito della legge che
tutela il mio privato. La legge è il tentativo di descrivere un principio
etico. Sono giustificato se cerco di farmi scegliere, non se carpisco la
buona fede.

Voglio però tornare alla banca. L'oggetto del messaggio fa pensare a una
responsabilità di Banca Intesa, attenzione a fare affermazioni simili. Non
so cosa possa comportare l'apertura del messaggio, e non cercherò di
saperlo in quanto non sarei in grado di riparare a eventuali danni che mi
venissero causati da questa azione, credo però che chi ne è capace
potrebbe inviarlo alla polizia postale per una indagine.

Che la Lista sia con Voi.

Riccardo Garavaglia.