Uffa (was Usabilita' e ROI)

saluti a tutti

perche' l'usabilita' (o ergonomia, o utilizzabilita' come piace a
Marco guru... o come la si vuol chiamare) scatena i peggiori istinti
dell'uomo?

Tra gli integralisti che vogliono i link blu, senno' l'utente non
capisce (ma figurati!) e i "creativi" che se si capisce dove bisogna
cliccare si sentono offesi nell'onore... diciamo la verita': non se
ne puo' piu'.
L'argomento a mio avviso e' abbastanza di bassa cucina.
Le cose (tutte) devono funzionare per gli obiettivi per cui sono state
fatte...
Ciascuna tipologia di "cose" richiede un certo know how da parte di
chi le fa: i siti web non fanno eccezione.

In questo preciso momento indosso un paio di sandali con tacco 11 cm,
che assolvono al preciso obiettivo di far sembrare carine anche le
mie gambe con polpaccio da terzino (e' caldo e porto le gonne). Sono
perfettamente usabili, in quanto il tacco e' solido e il baricentro
ben bilanciato, il che mi mette in grado di fare una camminata di un
paio d'ore in citta' senza stancarmi. Posso anche fare una breve
corsetta, se serve.
Sarebbero del tutto inadatti ad una passeggiata in montagna, o a
giocare a tennis, o a correre dietro a un cane in un prato...
eccetera.

Anche l'usabilita' del web e' del tutto relativa agli obiettivi.
Ed e' anche abbastanza facile e intuitiva (come del resto fare buone
scarpe col tacco, per chi le sa fare).
Non credo che ci sia molto da strolegarci su...
Bisogna fare cose (caffettiere, scarpe coi tacchi, medicine,
lavatrici, e financo siti) che risolvono piu' problemi di quanti ne
creano...

Poi ci facciamo i test, usiamo le euristiche e tutto quel che serve
per vari motivi:

1. perche' tutti possono sbagliare (compresi i web designers :-) e
uno strumento di controllo e' opportuno
2. perche' cosi' i manager-clienti ci credono (e, anche se ci
credessero sulla fiducia, preferiscono tutelarsi di fronte ai loro
capi)
3. perche' si scoprono cose nuove, e a volte del tutto sconcertanti
4. perche' un atteggiamento sanamente galileiano fa parte della nostra
cultura.

Quanto alla domanda di Ilaria:

volevo sapere se qualcuno fra voi può indicarmi qualche caso di azienda
(possibilmente italiana) che ha applicato al suo sito anche i criteri
dell'accessibilità web e che ha avuto dei ritorni in termini di
fatturato o semplicemente di page views o altro (non me ne intendo)
grazie all'accessibilità stessa (è per una tesi).

l'accessibilita' riguarda i disabili (sostanzialmente ciechi e
ipovedenti): si sta diffondendo soprattutto nella Pubblica
Amministrazione (sarebbe obbligatoria). Se anche qualche azienda se
ne preoccupa credo che lo faccia per spirito civico e non per i
ritorni in termini di fatturato (a meno che non abbia
prodotti/servizi dedicati, ma e' un'altra faccenda)

Chiaramente non chiedo i dati, mi basta semplicemente il nome, al resto
penserò io.

... e' piu' facile avere i dati che i nomi :-)
a nessuno piace raccontare che il sito precedente non vendeva quasi
nulla o che aveva il 95% di abbandoni in home page :-)))

E poi c'e' un'ultima cosa da dire: raramente (che io sappia, in
Italia) si fa un'operazione di usabilita' pure: normalmente questa
affianca altri interventi di architettura informativa,
ristrutturazione dei contenuti, restyling (piu' o meno appariscente),
web copy...
A chi dare il merito?

saluti a tutti

sofia postai

--
====================================================
Sofia Postai - Vocabola srl - usable web design
http://www.vocabola.com tel +39 41 5242209 cell 347 3736369
il mio libro e' alla seconda ristampa: http://www.sitichefunzionano.i t
====================================================