Valore aggiunto

E' il mio primo intervento anche se vi seguo sin dalla lista precedente.

Un saluto a tutti.

Ho paura che in tutto il parlare di new economy che si fa da un anno a
questa parte qualcuno ha dimenticato di apprendere gli elementi
fondamentali di economia.

Fabiano Lazzarini scrive: "il denaro non si crea e non si distrugge, ameno
che tu non sia la zecca o abbia messo su una net company in cantina per la
produzione di banconote (smile)".

Trovo quello (smile) fuori luogo (risus abundat in orem ...)

Qui manca completamente il concetto di valore aggiunto (ma questi signori
non hanno mai pagato l'IVA?). Ognuno di noi deve chiedersi se la sua
attivita' crea un valore aggiunto, e in conseguenza di cio' cercare di
individuare chi deve remunerare questo valore aggiunto.

Mi spiego: se concepisco un sito che fornisce un qualunque servizio agli
utenti e riesco ad avere l'attenzione di un certo numero di navigatori,
produco per loro un valore aggiunto. Posso sperare che qualcuno sia
disposto a pagare per questo valore.

Devo a questo punto decidere se le entrate devono venire dagli utenti o da
entrate pubblicitarie. In conseguenza di cio' cambiera' anche il modo di
gestire il sito, ma questo e' un discorso che faremo un'altra volta.

Sempre Lazzarini scrive: "Adam Smith (mi pare) consigliava allo stato,
provocatoriamente, per il rilancio dell'economia di assumere qualcuno che
svuotasse e riempisse buche".

L'affermazione e' di Keynes, un economista le cui idee erano agli antipodi
di quelle di Adam Smith. Confondere i due la dice lunga sulle conoscenze
di economia di chi scrive.

Luigi Mastria