Web al tramonto?

Visto che Gianluca Cappellato e Marco Rovatti mi hanno simpaticamente
"tirato in ballo", eccomi a dire la mia sulla "certificazione" dei siti
web... e su qualcosa che mi sembra piu' importante.

E' vero: da alcuni anni mi frulla per la testa l'idea di una definizione
di qualita' dei siti (o meglio.... delle attivita' in rete, della qualita'
dei servizi offerti, eccetera). Ma ogni volta che cerco di pensare a come
metterla in pratica mi viene un mare di dubbi. Come organizzarla bene?
Come metterci d'accordo sui criteri? Come evitare l'invadenza di manovre
e manipolazioni di ogni specie? Alla fine mi convinco che e' meglio
lasciar perdere, perche' farlo bene e' molto difficile e farlo male e'
dannoso.

Ma ci sono ragioni piu' importanti. La parte principale dei valori non
sta nel "sito web" ma in quello che c'e' dietro. Anche le migliori
soluzioni di architettura, struttura, organizzazione e usabilita' servono
a poco se non c'e' una strategia, un impegno, una qualita' di contenuti.
E quelle sono molto spesso le cose che mancano.

Una cultura (purtroppo dominante) che pensa al "sito" prima di aver
pensato ai valori, al servizio, ai contenuti, alle sinergie... produce la
robaccia che vediamo in giro.

E poi... non tutto e' web. Potra' essere giusta o sbagliata l'ipotesi di
George Colony (vedi http://gandalf.it/mercante/mer ca51.htm#heading02) che
l'era web sia tramontata e che entro due o tre anni sara' sostituita da
un'altra tecnologia. Ma, indipendentemente dalle soluzioni tecniche, un
sistema "sito centrico" e' roba vecchia... non e' altro che una
scopiazzatura dei mezzi tradizionali a senso unico.

Credo che abbia ragione George Colony (come altri che stanno dicendo cose
simili) quando ci ricorda che la world wide web non e' l'internet, ma solo
una tecnologia sovrapposta alla rete; e quando pensa che l'era "sito
centrica" sia tramontata, mentre la vera era internet deve ancora
cominciare.

Ciao a Elena a a tutta la "nuova lista".

Giancarlo Livraghi