Zivagazioni

Caro Roberto,

senza polemica... (siamo sostanzialmente d'accordo) alcuni piccoli
commenti al tuo messaggio "Re: Zivago e' morto".

In realta' si fa presto a sparare sui perdenti.

Hai ragione. Ma non basta un "parce sepulto". Si tratta di capire *se*
Zivago fosse "perdente"; e se i suoi difetti di funzionamento fossero
dovuti a immaturita' e inesperienza o a una sottostante "crisi di
rapporti" fra i soci (aka Repubblica-Espresso e Fetrinelli) e quindi
debolezza di gestione. Rimane il fatto che nessuno dice *perche'* hanno
chiuso. E perche' non hanno chiuso altre iniziative molto piu'
palesemente sballate e insostenibili (non solo di Kataweb ma anche degli
altri "portali").

Soprattutto Zivago e' solo un "esempio vistoso" di infinite storie simili.
Possiamo lasciar stare l'uso di armi pesanti, anche perche' presto o
tardi, in un modo o nell'altro... saranno i fatti a far giustizia. Ma
qualche frecciolina se la meritano questi arroganti e incompetenti
pseudo-manager della pseudo-nuova-economia che hanno infilato una serie
incredibile di errori strategici, leggerezze gestionali e sciatterie
operative. Per non parlare di chi vende a caro prezzo consulenza su
materie che non capisce.

Direi "braccia sottratte all'agricoltura" se l'agricoltura non avesse gia'
abbastanza guai per conto suo.

... l'aria che si respirava, il consenso del mercato,
le previsioni su come sarebbe stata l'internet erano diverse.

Certo che erano diverse. Soprattutto erano sballate. Ci voleva una bella
dose di ingenuita', ignoranza o malafede (o una combinazione abbastanza
velenosa delle tre cose) per costruire qualsiasi "business plan" su quelle
basi.

Prima di dare del cretino a qualcuno domandiamoci
se noi avremmo fatto molto diverso.

Ce' in giro gente (fra cui io) che da anni ha una visione molto diversa.
Non so se "al loro posto" avrei avuto un successo (queste cose si
dimostrano solo con i fatti) ma sono sicuro che molti dei loro errori
sarebbero stati evitabili. Non so quanto siano cretini o quanto
furbastri, ma bravi non sono.

O se ce l'avrebbero lasciato fare.

Questo e' il punto: era talmente dominante la frenesia delle gatte
frettolose che nessuno stava a sentire le voci del buon senso. E ancora
oggi...

Il fatto che siano saltate molte IPO ha comportato che siano saltati
completamente i piani di quelle aziende - che anche nella peggiore delle
ipotesi qualche miliardo dalla borsa se lo aspettavano.

Quanti "piani" abbiamo visto che non stavano in piedi ed erano basati
solo su alchimie finanziarie nella speranza di acchiappare venture
capital frettoloso e andare in borsa prima che qualcuno capisse che erano
fondati sull'aria fritta? Chi e' scappato con i soldi se la gode... ma a
qualcun altro restano i cocci.

Scusami se mi ripeto... ma questi giochi non sono nuovi. Sono successi nel
1830 con le finte ferrovie, qualche volta anche prima e infinite volte
dopo. Hanno arricchito pochi, impoverito molti e costruito nulla. La
storia si ripete e (anche in questo caso) sembra che i talebani della
finta economy e i loro servili laudatores non sappiano capire neppure le
lezioni piu' elementari dell'esperienza.

Ci sono imprese che non stanno seguendo quella strada, che investono
gradualmente e si guadagnano il terreno passo per passo. Non sprecano
miliardi, non lavorano in perdita, non sono divorate dalla fretta. Non
sono quelle di cui si parla sui giornali - ma la loro possibilta' di
sopravvivenza fra due o dieci anni e' molto piu' alta di quella degli
avventurieri della finanza o di un "commercio di anime" di gogoliana
memoria.

Intanto Amazon non chiude (nonostante i lugubri vaticini dei profeti di
sventura) ma pare che faccia un'alleanza con una delle piu' grosse,
consolidate e vecchie imprese "brick and mortar" della distribuzione
tradizionale. Non so come andra' a finire... ma potrebbe essere
un'ipotesi interessante.

Ciao Roberto e ciao tutti

Giancarlo Livraghi