Cara lista
ultimamente vedo che si sta parlando sempre delle stesse cose,
non che non sia costruttivo opprofondire gli argomenti ma vorrei comunque
infuocare i vostri animi proponendo una sfida tra i membri
di questa lista.
Da qualche tempo tutti si lamentano dei soliti banner pubblicitari
e dei "pop-up" che ormai affollano i nostri browsers, allora vi chiedo,
lanciando io la prima idea, proviamo ad inventare un nuovo modo per fare
pubblicità all'interno di un sito web e magari quando abbiamo trovato
l'idea giusta
iniziamo ad applicarla in tutti i siti per cui lavoriamo. Chi lo sa?
Magari riusciamo a rivoluzionare l'advertising on-line.
"Confrontarsi con gli altri aiuta sempre a vedere le cose da più lati"
Lancio la sfida:
Tempo fa sono entrato in un sito che raccoglieva fumetti ironici fatti con
il flash e mi
sono reso conto che ridendo e scherzando li ho visti tutti, non me ne sono
perso neanche uno...
e non erano pochi!!! Allora ho pensato che se qualcuno avesse inserito nei
fumetti
dei riferimenti ad alcuni prodotti di uso comune questi avrebbero
sicuramente colpito
la mia attenzione e magari, fumetto dopo fumetto, sarei andato anche a
comprare quel prodotto.
Con questo volgio dire che vista l'utenza media di internet, e viste le
migliaia di mail ironiche che girano
nella rete, forse inserire all'interno di un portale una rubrica ""il
fumetto "ironico" del giorno"" e
riempire poi lo stesso di pubblicità potrebbe essere una buona idea.
Che ne pensate!?!?!?!?!
Avete idee a riguardo!?!?!?!?!
Ciao a tutti
Diego Chiavarelli
Chief Business & Marketing Officer (CBMO)
Decnet S.r.l.
Lungotevere dei Mellini n°44
00193 Roma
Tel. 0632609281 Cell. 0335322430
www.decnet.net
Re: Advertising on-line
Inserito da Antonio Vicentini il 26 Gennaio 2001 - 10:04Un saluto a tutti i listaroli,
vorrei rispondere a Diego Chiavarelli.
Mi sembra che advertising & risate sia da tempo un binomio collaudato.
Ricordo ad esempio il filmato, di
cui si parlava anche nella lista, del pescatore che picchiava un orso per
rubargli salmone.... davvero esilarante!
Ma credo che un ostacolo per questa modalità di advertising on line
possa essere costituito dalle connessioni lente: quanti da casa saranno
disposti ad attendere minuti per vedere presentato anche se in chiave
ironica un prodotto magari con un filmato da 1,5 mb? il discorso riitorna
sempre sul famigerato "collo di bottiglia" almeno fino a quando parabole,
Adsl & co non saranno più convenienti. Anche l'idea più bella deve fare i
conti col doppino telefonico!
Un saluto,
Antonio Vicentini
Re: Advertising on-line
Inserito da Vittorio Dell'Aiuto il 26 Gennaio 2001 - 10:12At 0:25 +0100 26-01-2001, Diego Chiavarelli wrote:
Quando in Italia si diffuse un elettrodomestico di nome "televisore",
qualcuno fece lo stesso ragionamento e nacque "Carosello"
A quei tempi si parlava di "reclame televisiva", ora parliamo di
"advertising on-line", ma siamo sicuri che ci sia tutta questa distanza?
xmedia new media agency
Vittorio Dell'Aiuto dellaiuto [at] xmedia [dot] net
Business Manager http://www.xmedia.net
via Tiberio Imperatore, 15 C/27 tel. +39 06 5423691
00145 Roma Italia fax +39 06 54236934
Re: Advertising on-line
Inserito da Marco Campagnolo il 26 Gennaio 2001 - 08:21Solo un commento veloce: il suggerimento di 'infarcire' un fumetto di
messaggi pubblicitari non ti pare pubblicità occulta?
Giusto su questa lista si sta discutendo di come 'umanizzare' Internet!
Con questo non voglio dire che non sia una buona idea, ma ritengo che
moralmente (e forse anche legalmente ...) occorra evidenziare che il
fumetto in questione è un mezzo pubblicitario. In fin dei conti gli spot
televisivi migliori sono quelli ironici, portare la medesima idea sul web
sarebbe un passo avanti.
Marco
e-mail: m [dot] campagnolo [at] localport [dot] it
web: http://www.localport.it
Ivrea Italy
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Roberto Venturini il 29 Gennaio 2001 - 20:57Cosa si intende per migliori?
Quelli che vincono i premi, quelli che divertono la gente o fanno vendere
i prodotti?
Se i prodotti non si vendono (on o off line) quelli che fanno la
pubblicita' (on o off line) vanno a casa senza lavoro, perche' il cliente
li licenzia.
L'ironia, la commedia all'italiana, l'humour servono in certi casi a far
vendere i prodotti. In molti altri no.
Quindi, ancora una volta, sorry, le ricettine facili e preconfezionate non
ci sono. E tocca, ogni volta analizzare il problema e trovare la soluzione
ad hoc.
E questo vale sia quando si fa la pubblicita' in TV si a quando si fa un
sito web...
Omaggi alla lista
Pragmaticamente vosto
--
Roberto Venturini
Digital Vision Strategist e Partner
___________________________________
CommStrategy: New Media Strategic Insight
Re: Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Dgg il 31 Gennaio 2001 - 17:48Saluti a tutti
rispondo alle precedenti mail invitandovi ad analizzare una idea che a me
sembra davvero efficace: quella di creare un sito (naturalmente se
l'oggetto da vendere si presta a ciò) che coinvolge il potenziale
consumatore in una sorta di gioco, con richiami al prodotto da
pubblicizzare (per capirci un sito stile "superfighetto.it"). Voi cosa ne
pensate?
Ciao a tutti
Gemino Di Giuliano
gemdig [at] tin [dot] it
Re: Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Bianca Tranfaglia il 1 Febbraio 2001 - 12:34ciao a tutta la lista,
sono stagista in una internet company romana, e mi sto occupando degli
investimenti on-line
annita scrive:
see).
certo che esiste una soglia di visibilità, secondo i dati che ho a
disposizione io è almeno il 10% del bacino di impressions sviluppate da un
sito
predisposta a cliccare lo farà entro le prime 3 o 4 impression....quindi è
perfettamente inutili far vedere il banner 20 volte per UU!
funziona meglio un banner targettizzato, ma targettizzato come? per aree
tematiche? secondo me non è detto, un banner su delle news di calcio in un
sito che già parla di notizie di calcio può funzionare molto poco, proprio
perchè l'utente normalmente è già sul sito dove gli piace leggere le
notiìzie di calcio
calcio normalmente segue anche l'automobilismo (per dirne una) o si guarda
le previsioni del tempo per andare a giocare a calcetto con gli amici
(sbaglio?)
grazie a tutti per i molti spunti di questa lista
bianca tranfaglia
b [dot] tranfaglia [at] katamail [dot] com
Re: Advertising on-line
Inserito da Stefano Govoni il 26 Gennaio 2001 - 10:19D. Chiavarelli wrote
mmh... non credo che questo sia un modo nuovo di fare pubblicità sul web,
esiste già da una vita: basta pensare ai gustosi movie di JoeCartoon (che
consiglio caldamente a chi non li conosce) e ai suoi mille imitatori.
Io personalmente non credo che ci sia bisogno di una rivoluzione nel senso
indicato dal messaggio (ma forse sono un conservatore, non so), le
lamentele su certo adv on line mi sembra che riguardino piuttosto
l'invadenza che arriva fino ad assumere il controllo del nostro browser
(*maledetto* Java!).
Del resto secondo Nielsen/NR nei primi 15 gg. di gennaio il banner di
Astro Center che imperversa sui siti USA (a chi non è caduto l'occhio su:
Free
2001 Astrological Forecast) ha un rate del 23% (!!): sono cose che fanno
riflettere direbbe il tenente Colombo.
buona giornata a tutti
Stefano Govoni
Re: Advertising on-line
Inserito da Elena Santoro il 26 Gennaio 2001 - 13:38Diego Chiavarelli scripsit:
"Cara lista
Da qualche tempo tutti si lamentano dei soliti banner pubblicitari
e dei "pop-up" che ormai affollano i nostri browsers, allora vi chiedo,
lanciando io la prima idea, proviamo ad inventare un nuovo modo per fare
pubblicità all'interno di un sito web e magari quando abbiamo trovato
l'idea giusta iniziamo ad applicarla in tutti i siti per cui lavoriamo.
Chi lo sa?
Magari riusciamo a rivoluzionare l'advertising on-line."
In America ci hanno provato,interstitial e superstitial, filmati,
animazioni in flash, audio e voce. Eppure, a oggi, la maggior parte del
mercato è fatta di pubblicità statica. Il banner è vivo, il banner è
morto. Dipende. Dipende da come lo realizzi, da come lo posizioni e con
quali obiettivi.
"Tempo fa sono entrato in un sito che raccoglieva fumetti ironici fatti
con il flash e mi sono reso conto che ridendo e scherzando li ho visti
tutti, non me ne sono
perso neanche uno..."
E infatti eri andato su quel sito esattamente con quell'intenzione. Ma ben
diverso è collegarsi ad un sito di informazione finanziaria per leggerti
le quotazioni e avere un pop-up, tipicamente corredato d'audio, che
comincia a raccontarti una storia che non avevi in mente di guardare. Io
non credo apprezzerei.
"Con questo volgio dire che vista l'utenza media di internet, e viste le
migliaia di mail ironiche che girano nella rete, forse inserire
all'interno di un portale una rubrica ""il
fumetto "ironico" del giorno"" e riempire poi lo stesso di pubblicità
potrebbe essere una buona idea"
E' certamente un'ottima idea quella di movimentare il sito, magari creando
un appuntamento ludico giornaliero, che probabilmente bendispone il
lettore nei confronti della proposta commerciale. Quindi ben vengano nuove
idee, ma in spazi adeguati. Ogni sito ha una sua specificità e un suo
pubblico e i suoi utenti registrati si aspettano capacità di rinnovarsi e
di offrire sempre cose nuove, ma omogenee. Migrare a tutti costi verso
grafiche elaborate, animazioni combinate con audio, non paga e non ha
senso. La soluzione univoca, l'idea giusta, non può esistere.
Continueranno invece ad esistere i mille modi di declinare il banner o il
pop-up o la striscia che proponi tu.
Conquista la fiducia del tuo utente. Se l'utente ha fiducia in un sito,
sarà meglio disposto anche nei confronti dei banner ospitati.
Elena Santoro
www.soldionline.it
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Diego Chiavarelli il 30 Gennaio 2001 - 12:28Elena Santoro scripsit:
"In America ci hanno provato,interstitial e superstitial, filmati,
animazioni in flash, audio e voce. Eppure, a oggi, la maggior parte del
mercato è fatta di pubblicità statica. Il banner è vivo, il banner è
morto. Dipende. Dipende da come lo realizzi, da come lo posizioni e con
quali obiettivi."
Qui non si parla di obbiettivi o di posizionamento ma si parla di
"risultati", e mi sembra che questi scarseggino.
"E infatti eri andato su quel sito esattamente con quell'intenzione. Ma
ben diverso è collegarsi ad un sito di informazione finanziaria per
leggerti le quotazioni e avere un pop-up, tipicamente corredato d'audio,
che comincia a raccontarti una storia che non avevi in mente di guardare.
Io non credo apprezzerei."
Forse non hai letto bene quello che ho scritto... io i "Pop-up" li
criticavo.
"E' certamente un'ottima idea quella di movimentare il sito, magari
creando un appuntamento ludico giornaliero, che probabilmente bendispone
il lettore nei confronti della proposta commerciale. Quindi ben vengano
nuove idee, ----> ma in spazi adeguati <----."
Come ho già detto prima non mi sembra che hai letto bene la mia mail,
infatti per
la mia idea avevo proprio pensato ad uno "spazio adeguato", quindi la tua
affermazione
mi sembra superflua.
"Ogni sito ha una sua specificità e un suo pubblico e i suoi utenti
registrati
si aspettano capacità di rinnovarsi e di offrire sempre cose nuove, ma
omogenee.
Migrare a tutti costi verso grafiche elaborate, animazioni combinate con
audio,
non paga e non ha senso. La soluzione univoca, l'idea giusta, non può
esistere.
Continueranno invece ad esistere i mille modi di declinare il banner o il
pop-up o la striscia che proponi tu."
Infatti non ho parlato di soluzione univoca, tuttaltro ho semplicemente
stimolato
la conversazione " costruttiva" per trovare una o "più" soluzioni al
problema,
oltretutto non ho assolutamente detto di dover abbandonare quelle presenti.
Conquista la fiducia del tuo utente. Se l'utente ha fiducia in un sito,
sarà meglio disposto anche nei confronti dei banner ospitati.
Questo nessuno lo ha mai messo in dubbio.
Ciao ad Elena Santoro e a tutta la lista
Diego Chiavarelli
Chief Business & Marketing Officer (CBMO)
Decnet S.r.l.
Lungotevere dei Mellini n°44
00193 Roma
Tel. 0632609281 Cell. 0335322430
www.decnet.net
Re: Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Elena Santoro il 1 Febbraio 2001 - 08:53Ops. Non intendevo essere polemica Diego.
Ma ti rispondo.
Semplicemente credo che per risollevare le sorti del banner ci voglia una
declinazione attenta. Attenta al sito nel quale lo vuoi posizionare.
Attenta al messaggio che vuoi trasferire. Attenta all'obbiettivo che vuoi
raggiungere.
(Venturini ieri diceva che un click rate infinitesimale non significa che
il ritorno in termini di brand awareness non sia soddisfacente, anzi).
E quindi concordo con te sul fatto che la striscia possa essere un mezzo.
Ma uno solo degli infiniti mezzi e degli infiniti modi che servono per
fare incontrare messaggio e attenzione.
Le mie perplessità risiedevano unicamente nel fatto che non credo sia
possibile rivoluzionare l'advertising online, se non affrontando caso per
caso, giorno dopo giorno, sito dopo sito.
Saluti a te e a tutti.
Elena Santoro
www.soldionline.it
Re: Advertising on-line
Inserito da papa.nero@libero.it il 27 Gennaio 2001 - 05:57Ciao a tutta la lista ,
sull'onda dell'imput lanciato (a mio parere, opportunamente) da Diego
vorrei fare alcune considerazioni:
basso (0.0...).
attenzione"dei navigatori verso i banner stia scendendo.
Questo stato di cose non consente di perseguire i 2 principali obbiettivi
di una campagna online. Infatti
through porteranno poco traffico al suo sito
-se invece l'obbiettivo è di brad awareness, la scarsa attenzione della
web audience ai banner (ma anche agli sponsor , ai pop-up, ecc) causerà
una scarsa conoscenza, consapevolezza del marchio.
E soluzioni?.....
Credo che sia necessario uno sforzo da parte di tutti gli attori del
mercato:
Gli investitori e le loro agenzie dovrebbero ingegnarsi a realizzare
creatività più "attraenti" (che non vuol dire, come spesso accade, donne
nude).
Gli editori e le loro concessionarie dovrebbero attrezzarsi per supportare
banner di maggior peso (più di 10K)
Naturalmente, si può (o forse si deve) lasciarsi alle spalle i banner e
puntare su nuove forme di comunicazione;"i fumetti pubblicitari"(proposti
da Diego), i banner interattivi (che ti fanno giocare con il brand).
Questa , credo, possa essere un'ottima soluzione.
Mi sembra però che , ad oggi, esistano degli ostacoli alla loro diffusione:
costi di produzione, non accettazione della messa online da parte dei
"portaloni" che temono di impoverire le performances dei propri siti,
scarsa diffusione dei plug-in necessari alla loro fruizione.
Queste sono le mie opinioni.
Mi farebbe molto piacere leggere altri interventi sul tema.Vorrei che la
"sfida" lanciata da Diego fosse "accettata" anche da altri.
Ciao a tutti,
Stefano
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Roberto Venturini il 29 Gennaio 2001 - 21:38di perseguire i 2 principali obbiettivi
Ad essere pignoli, un CTR basso significa solo che la gente non clicca.
Non necessariamente che gli utenti non guardano i banner.
Metodologicamente costruire simili relazioni e' pericoloso
Esistono btw una serie di studi US che indicherebbero che l'effetto di
branding dei banner e' maggiore di quello dei media tradizionali.
Raccomanderei quindi una certa cautela...
Acidamente vostro
Roberto Venturini
Re: Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Paolo Prosperi il 5 Febbraio 2001 - 15:285 febbraio 2001
Da questo dibattito emerge decisamente sconfitto l'advertising on-line
rispetto a quello tradizionale. Ma siamo sicuri di confrontarli
correttamente?
E' chiaro a tutti che la pubblicita' su Internet debba ancora trovare una
sua caratterizzazione, ma non e' corretto paragonare il banner a una
pagina A4 a colori o a uno spot televisivo:
1) Carta, tv e radio vendono uno spazio che si frappone con decisione tra
una pagina e l'altra o tra un programma e l'altro: uno spazio che siamo
obbligati a guardare. Il banner campeggia timidamente in una porzione del
monitor, marginale rispetto all'informazione ricercata dal navigatore.
Per poter paragonare l'advertising tradizionale con quello on-line,
dovremmo incontrare una videata pubblicitaria a tutta pagina, piu' o meno
ogni 10 clic.
2) Il clic del banner vale esattamente quanto un contatto telefonico
ricevuto grazie a una pubblicita' su una rivista o all'interno di un
programma televisivo o radiofonico.
Le 'opportunity to see' sono quantificabili con le impression del sito (il
parametro che fissa il costo contatto). Il banner anche se non viene
cliccato, viene comunque visto, esattamente come le 'manchettes'
pubblicitarie che incorniciano la testata 'la Repubblica' o le testate di
altri prestigiosi quotidiani.
Lo stallo dell'advertising on-line e' comunque evidente e rappresenta un
reale pericolo per il mondo editoriale tradizionale.
Se le inserzioni pubblicitarie Internet crollano, crollano i portali e i
siti con contenuti informativi.
Forse siamo di fronte a un nuovo corso per l'informazione giornalistica,
sempre piu' affidata ai siti delle aziende, delle banche o delle
istituzioni.
Ciao a tutti
Paolo Prosperi
Re: Re: Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Gianluca Favro il 10 Febbraio 2001 - 13:40Ciao Mlist.
Paolo ha scritto:
dal mio punto di vista non si tratta di confrontarli in modo corretto
oppure no: sono due cose differenti.
cercherò di essere sintetico, ma qualche riga sarà necessaria. è da tempo
che riflettiamo - sulla lista, negli incontri e nel chiuso delle nostre
stanzette - sulle difficoltà dell'internet. due tra tutte: advertising
online e e-commerce.
andiamo sui principi generali: internet è un canale di comunicazione o di
vendita? la mia risposta: è un canale di comunicazione così nuovo e
diverso dai soliti che può anche divenire un'importante occasione di
vendita. il motivo è semplice: senza cambiare contesto, puoi scoprire
qualcosa, informarti sui pregi/utilizzi e, se ne resti affascinato,
immediatamente acquistare. mi sembra che spesso questa catena - mi
verrebbe da chiamarla value chain, poichè oggi sempre più l'informazione è
il valore base - si interrompa oppure non venga attivata nei modi corretti.
Il banner è invasivo come una pagina o un uno spot pubblicitari senza
) corna e stracorna!
averne l'appeal. allora forse si potrebbe pensare che l'infoadv online
deve avere impostazioni diverse, paradigmi e sistemi di interazione
anomali rispetto a quelli cui siamo abituati. non voglio riaprire un
thread che in passato ha impegnato la lista ma credo che un nuovo modo di
produrre entertainment potrebbe essere utile ad una internet che qualcuno
vorrebbe un po' col fiato corto. faccio degli esempi? se un negozio di
abbigliamento e articoli sportivi invece del solito catalogo, per vendermi
una racchetta da tennis, mi presentasse in occasione dei tornei del grande
slam un aggiornamento in real time delle partite, proposto con un
copywriting emozionale, partecipante, incalzante come se entrambi
condividessimo quell'interesse e quella passione e ne stessimo
animatamente parlando tra amici e incidentalmente a lato - o in iperlink
di testo - avessi la possibilità di vedere le racchette dei campioni e
acquistarle, temo che il cosiddetto acquisto d'impulso spesso avrebbe il
sopravvento. l'esempio si presta a critiche? possibile ma altri più
precisi e ponderati li tengo per un'ideuzza che sta crescendo nella mia
testolina...!! credo che il significato però sia chiaro: più
comunicazione, più coinvolgimento, più condivisione del punto di vista e
degli stati emotivi, più vendite. forse. perchè di certo vi è solo la
...
alcune aziende - per ora grandi gruppi bancari/finanziari, oppure holding
impegnate in diversi settori merceologici - stanno scoprendo le
intranet/extranet tv.
che sia nella convergenza, una delle soluzioni?
ciao a tutti.
giaanluca favro
creative and strategic team leader AP&B
io [dot] zippo [at] libero [dot] it
0338.5725197--
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Monica RudesSulle sfide verso nuovi strumenti dell'advertising online:
Raccolgo il tuo invito Stefano.
In effetti e' da un po' di tempo che mi sto ponendo lo stesso problema.
E questo è assodato. Ormai la percezione degli utenti Web è allenata a non
far pervenire a livello cosciente quel tipo di stimolo, a meno che questo
non presenti qualche elemento (una tema di particolare interesse
dell'utente, un movimento sparato o ... il suo nome) in grado di superare
la 'soglia di attivazione' della sua attenzione.
Per questo i rich media stanno effettivamente superando la barriera
dell'1% CTR: si parla in certi casi del 20-30% per i banner e del 60% per
la rich-eMail, per maggiori approfondimenti vi consiglio di verificare
questi dati (la memoria inganna) nel sito della Macromedia -
http://www.macromedia.com - provate una ricerca per Rich Media, troverete
un ottimo resoconto sul Rich media advertising.
Al momento ci sono certamente degli ostacoli alla loro diffusione, già
citati da Stefano
a cui aggiungo problemi di banda (soprattutto per i video promozionali,
con Flash invece si può già risolvere).
Tutti problemi che molto presto verranno superati, come tutte le
limitazioni 'tecnologiche' che non hanno quasi mai sbarrato del tutto la
strada alle innovazioni in Rete.
Ma io andrei ancora un po' oltre.
Ammettiamo (come presto credo sarà) che il vento della promozione online
spiri verso l'advertainment.
A quel punto però gli utenti Web avranno ulteriormente innalzato la loro
'soglia di attivazione' e rimarranno indifferenti agli stimoli più
'spinti'.
I banner allora non basteranno più, ma credo che l'entertainment giocherà
un ruolo fondamentale all'interno del sito se riuscirà a sposarsi con
caratteristiche dei prodotti, un trivia sì)
tipica di molti cartoon (non i soliti giochini spara-spara, i parlor
games, ma situazioni in cui il visitatore è chiamato a mettere in gioco le
sue capacità dicisionali)
a profilare l'utente che - dall'altra - a indirizzarlo verso ciò che
desidera).
Futuro remoto? Non proprio, direi prossimo, anzi, è quasi presente.
(mamma mia, che affermazione apocalittica !)
Monica
Monica Rudes
Multimedia & Content Designer
Simulware S.r.l.
monica [at] simulware [dot] com
http://www.simulware.it
Re: Advertising on-line
Inserito da Fabrizio Paoloni il 28 Gennaio 2001 - 11:16L'idea non è nuova nel campo pubblicitario tradizionale, lo è forse (ma mi
aspetto smentite) in rete, i fumetti per i nostri ragazzi sono pieni di
messaggi pubblicitari e di noti marchi per non parlare poi delle
tonnellate di pubblicità più o meno occulta che troviamo nelle vignette
dei vari quotidiani o di riviste specialistiche.
Passando all'efficacia della "promozione umoristica" non sono del tutto
convinto che pubblicizzare il proprio prodotto mediante una barzelletta
illustrata sia sempre costruttivo, si rischia di non esser presi sul serio
(è un prodotto che "fa ridere") o peggio che il successo del prodotto sia
determinato dal successo della battuta (quale sarebbe la conseguenza di un
sottile umorismo colto solo da pochi?).
Se poi tu intendi soltanto fare apparire il tuo prodotto in maniera velata
in una vignetta (es. due tizi che indossano una maglia con il tuo marchio,
oppure che bevono una nota bevanda, etc.) in questo caso non mi pare
corretto (e credo anche sanzionabile) che chi visita un sito per farsi due
risate sia costretto a subirsi messaggi pubblicitari subliminali. Insomma
un passo indietro verso il tradizionale interruption marketing invece di
proporre nuovi metodi graditi (e soprattutto richiesti) dal cliente.
Ti appoggio invece l'idea di utilizzare la lista come una sorta di
laboratorio creativo dove lo scambio di idee e di proposte (e di pareri
più o meno condivisibili) determini la nascita di nuove forme di marketing.
Complimenti!
Aspetto una tua/vostra replica!
Fabrizio Paoloni
fabrizio [dot] paoloni [at] tin [dot] it
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Lino Sorrentini il 31 Gennaio 2001 - 09:36Salve a tutti,
una provocazione per tutta la lista
Ma per molti di voi fare pubblicità ad un prodotto o ad una azienda
significa solo realizzare e pubblicare banner ?
Vi chiedo : Se ad esempio vedo una bella pubblicità tv su un telefonino e
voglio trovare più notizie,informazioni e recensioni sull'oggetto in
questione,
su internet cosa trovo ? banner, cartoni animati (odiosi e patetici flash
che non possono nemmeno essere stampati come promemoria)
o informazioni ?
Se digito "Napoli concerti"su altavista, virgilio e arianna ?
Quali pagine appaiono?
Perchè ad esempio un'azienda che vuole pubblicizzare
l'acquisto di biglietti on line per spettacoli e concerti
non acquista redazionali pubblicitari su un buon
sito, anche piccolo, che appare in cima alle pagine dei motori di ricerca?
I piccoli siti che non hanno soldi da spendere in campagne
banner, con il lavoro e la fantasia (che brutta parola) mettono
in rete informazioni per gli utenti, registrano la pagine sui motori di
ricerca (che noia?) ed attendono risposte che vi posso assicurare non
mancano. Figurarsi, per chi ha milioni da spendere quali potrebbero essere
i risultati ...
Molti anni fa inventarono il redazionale pubblicitario, scritto da
"giornalisti" che certamente sanno bene cosa il lettore cerca anche quando
legge uno scritto pubblicitario...
Perchè, invece, di acquistare banner poco
cliccati (cmq a mio avvisosempre utili)
non pubblicate tante notizie sulle vostre aziende e sui vostri prodotti.
su siti di informazione ?
Meditate gente, Meditate.....
Lino Sorrentini
direttore responsabile
Agenda on line campania
http://www.agendaonline.it
Re: Advertising on-line
Inserito da Cinzia Cardone il 29 Gennaio 2001 - 15:28Ciao Diego, ciao lista!
Vorrei segnalarvi un sito in cui mi sono imbattuta per caso e che mi
sembra un buon esempio di quello che potrebbe essere l'adv di cui parla
Diego.
E' di Mastercard, e l'ho trovato molto carino.
Devo pero' dare ragione a chi indicava negli attuali sistemi di
connessione un limite a questo tipo di adv: dopo un po' mi sono
spazientita per la lentezza ed ho lasciato perdere senza vedere tutto...
Questo e' l'indirizzo:
http://www.finalmentecasamia.c om/finalmentecasamia.htm l
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Ciao!
Cinzia
cinzia [at] quantaconsult [dot] it
Re: Advertising on-line
Inserito da Di Donato Annita il 30 Gennaio 2001 - 08:30Buongiorno a tutta la lista.
Vorrei fare una domanda.
Io mi ricordo che in pubblicità i clienti e le agenzie più serie
pianificavano sulla base di soglie di visibilità e di OTS (Opportunity to see).
Ovvero ci sono dei livelli sotto
ai quali investire - soprattutto in tv - equivale buttare i soldi dalla
finestra.
Allora mi chiedo: ma non sarà che non si tratta solo di bontà del banner
(certo il messaggio deve esser mirato, il sito deve esser in target, il
prodotto deve esser appealing, la creatività deve esser creativa
ma anche e soprattutto di massa critica non sufficiente a dare risultati decenti?
Non sarà che alla fine la maggior parte delle aziende cerca di far "nozze
con i fichi secchi" e si stupisce se il navigatore non clicca sul banner
quell'unica e irripetibile volta che ha avuto l'opportunità di vederlo?
Non so. Chiedo il vostro parere. Anche io non ho risposta....
Buona giornata a tutti.
Annita Di Donato
Responsabile Sviluppo Canali di Vendita
annita [dot] didonato [at] albacom [dot] it
Albacom SpA
00147 Roma
Re: Re: Advertising on-line
Inserito da Marco il 7 Febbraio 2001 - 00:48Annita scrive:
In realtà anche sull'online si può parlare di OTS come di GRP, Reach,
Frequenza ecc.
Oggi disponiamo finalmente anche in Italia, di una serie di dati
quali-quantitativi. E' dunque possibile pianificare una campagna online
con un approccio strutturato?Andiamo con ordine, vediamo cosa abbiamo:
[vedi Nielsen, one2one, AudinetS. e dichiaraz. editori]
editori]
con relativa penetrazione internet [vedi Audinet Sinottica]
[vedi Audinet Sinottica]
dall'adserver al browser degli utenti esposti al banner della campagna. In
linea di massima si può assumere che 1 cookie = 1 utente (non credete ai
siti/concessionari che dicono che non usarli, in linea di massima li usano
tutti, tranne in Germania perchè proibiti).
Per ottenere il Reach basta "contare" a fine campagna il numero di cookies
"sparati" (= n° di utenti che hanno visto almeno una volta l'annuncio).
Erano tutti in target? beh, possiamo misurare indicativamente quanti di
questi effettivamente lo sono stati.
Dunque direi proprio che disponiamo di tutti gli elementi per pianificare
con i criteri delle "agenzie più serie" di cui tu parli. E allora perchè
non viene fatto, o perche' lo fanno solo in pochi?
Perche' "va di moda" parlare di impression, click-through ecc...
sottoscrivendo questo modello, Agenzie e Concessionarie hanno contribuito
fino ad ora a creare disinformazione facendo sprecare ai clienti un po' di
soldi...e adesso l'online advertising è anche in crisi.
Mi è capitato di sentir rispondere ad un navigato resp. marketing che
chiedeva timidamente una quantificazione in GRP che ormai in Internet non
si usano più "questi indici da old economy", ci sono le IMPRESSIONS, il
CLICK, le SESSION... povero, lui stava solo cercando di comprendere
l'efficacia del mezzo secondo parametri ormai acquisiti.
E' qui che viene il bello...di che risultati parli?
Incremento della notorietà (awareness), visite, utenti registrati,
vendite, tasso di ritorno?
**Se parli di awareness allora hai ragione, ci vuole "massa critica" sul
target! Attenzione perche' in questo caso quello che dice Bianca Tranfaglia
[...quindi è
perfettamente inutile far vedere il banner 20 volte per UU] e' fuorviante,
infatti è esattamente l'opposto: l'elevata frequenza e' necessaria e il
click rate non si guarda nemmeno, dimentichiamocelo. Se investi in "brand
building" stai investendo nel lungo periodo, prima o poi il brand si
tradurrà in VISITE e/o VENDITE.
Per misurarne i risultati bisognera' fare una bella ricerca qualitativa
post campagna sul campione...magari sul ricordo spontaneo (vedi Eurisko,
Millward Brown ecc).
Proprio recentemente per un cliente e' stato misurato grazie all'attività
Qualcuno
online un incremento di notorietà di 2 punti percentuali, pari ad un +6,2%
sul precedente valore, non male direi visto le due lire spese
di voi ha delle esperienze da riportare in questo senso?
**Se invece il tuo obiettivo sono le visite, i registrati ecc (e se li
vuoi subito) allora la "massa critica" non c'entra. Di' solo QUANTI ne
vuoi ed in relazione a questo si pianifica una campagna direct-response
con il giusto indispensabile di impressions per raggiungere l'obiettivo.
Certamente in questo caso si guarda al click-rate e al "post-click quality
index"; e si usano una serie di "trucchetti" per far si' che la redemption
non scenda mai sotto l'1,5%.
Risultati in termini di % copertura, frequenza e dunque incremento di
notorietà saranno un "di cui", se ci sono...meglio
E il banner?! il banner NON e' morto e non morira', va solo usato in modo
differente a seconda degli obiettivi che si intendono perseguire (vedi
Elena Santoro).
E' uno straordinario strumento di "Branding" ed e' anche uno straordinario

strumento di direct response ad alta qualita', basta usarlo nel modo giusto
Ahh dimenticavo, in effetti non esiste solo il banner...ma, anche gli
altri strumenti vanno usati con lo stesso criterio:
obiettivo->strumento->misurazione, altrimenti addio soldi
Riguardo l'iniziativa di Diego e Stefano verso nuovi strumenti di adv.
online, sottoscrivo ma ne parliamo nel prossimo post altrimenti vi
addormento.
P.S. perfavore ogni volta che sentite qualcuno parlare di "efficacia"
dell'adv. online chiedetegli sempre: "efficacia in termini di cosa?",
sara' tutto più chiaro.
cari saluti
Marco Caradonna
mcarado [at] dnm [dot] it