Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Anonimato sulla Rete: è giunto il momento di non poterlo più fare?

Ovvio che se sul sito voglio attaccare a destra o a manca così giusto per la voglia di fare casino o insultare qualcuno allora forse dovrei ripensare a come spendere in meglio il mio tempo.

Faccio un blog di politica dove attacco la maggioranza ? Bene, che io abbia "le pa!!e" di dire chi sono, perché se devo contestare qualcuno il primo errore è quello di contestarlo nell'anonimato.

Credo che chi la pensa così veda la faccenda in modo limitato. I motivi per scrivere in anonimato possono essere i più svariati. Pensiamo ad un dipendente di una pubblica amministrazione che vuole esprimere un parere contrario alla maggioranza del momento. Non nascondiamoci, però, dietro concetti preconfezionati tipo "la legge non lo permette" oppure "ha il dovere di denunciare" e bla bla bla.

Oppure, per prendere in considerazione contesti diversi da quelli politici, consideriamo chi utilizza il web per esprimere i propri sentimenti o una condizione particolare, ad esempio chi vive la propria sessualità in modo molto "vivace". Obblighiamo questa gente a pubblicare nome e cognome?

Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe. Però, al di là di tutto, su una cosa non sono disposto a transigere: una legge che obbliga i cittadini ad esprimersi on-line pubblicando sempre e comunque i propri dati non può essere emanata da un governo e da un parlamento che pongono il segreto di Stato su rapimenti, operazioni militari, intercettazioni, ecc. e trattano la Magistratura come un nemico da combattere e a cui sottrare qualunque loro sodale sia messo sotto inchiesta! Quando a governare ci saranno persone trasparenti ed oneste sarò disponibile a valutare l'idea di rinunciare ad un mio diritto costituzionale.