Re: Re: Re: Anonimato sulla Rete: è giunto il momento di non poterlo più fare?

Sono anni che ci provano e daje e daje alla fine troveranno il modo di farlo se non cambierà qualcosa dal basso. Attaccano ai fianchi i vari On. Carlucci e co. e poi quando si sentono pronti e pensano di aver sfinito, arrivano con i Generali (Cicchitto, Lupi, ecc).

Cerco di restare sul tema e trovo l'ipotesi di impedire l'anonimato così come di rendere testate giornalistiche tutti i siti che siano mezzo di riflessione, confronto o anche rabbia, assurda. Qualcosa di complicato e poco gestibile ai più. Che spesso chi governa, da una parte e dall'altra, ha già dato prova di non conoscere minimamente. Come diceva qualcuno già qui in lista, chiudere i social network o i blog dei 'comuni cittadini' è come impedire che le persone si incontrino al bar sotto casa a parlare di calcio e politica.

Mi sembra un incubo che peggiora con il passare della notte.
Continuo a stupirmi dell'uomo della strada che avalla queste tesi ma diciamo che lo capisco anche se lo temo. Mi spavento ancora di più quando però a sostenere queste tesi sono professionisti con cultura medio alta, ben informati e che vivono di pane e comunicazione farcita di internet quotidianamente.
Se anche voi pensate che queste siano le soluzioni da adottare e siete pure gli opinion leader del settore, dovrei perdere le speranze. Ma non credo accadrà perché c'è anche chi la vede diversamente come me. Per fortuna.
Buone feste a tutti.
Giordano De Sanctis - Roma

P.s. se avessi voluto firmarmi con uno pseudonimo o un nick questo avrebbe dato meno valore al mio messaggio? O se il mio fosse un nome falso (Elena non richiede ancora, fortunatamente, gli estremi di un documento quando ci si iscrive) cosa sarebbe cambiato? Qui come altrove la maggior parte si autoregola. Chi non lo fa può essere denunciato. Nessuno di voi mi conosce personalmente e sa dove abito o da dove scrivo ma se la polizia volesse rintracciarmi saprebbe come fare.