Ciao Inside.
Il post era un commento al concorso leggendone il regolamento dal sito
primosugoogle.it. In effetti su html.it noto che vi state dando regole e
limiti, in una ottica di apprendimento e scambio informazioni fra SEO o
apprendisti SEO. Ma per fare questo c'era bisogno di fare una gara più o
meno "istituzionalizzata"?
Personalmente un concorso presentato in questo modo corre il rischio di
essere inutile e dannoso per i motivi che spiega anche Mauro Lupi nel suo
blog (http://admaiora.blogs.com/maur olupi/2004/07/linutile_concor. htm l) .
Come dice anche Antonella
(http://www.bloogz.it/blog/arch ives/000137.shtm l) , qui non è in gioco
l'abilità ma la reputazione dei SEO, soprattutto su quello che è il loro
reale compito.
In un mercato evoluto, dove non solo i professionisti del settore ma anche
i non addetti sanno cosa significa "fare" search engine marketing,
probabilmente un concorso come questo sarebbe stato divertente (non che
non lo sia ora...) e sarebbe vissuto dal pubblico come una gara "nolimits"
tra programmatori smaliziati.
Non vorrei invece che contribuisse a generare confusione in un settore
dove la disinformazione delle aziende che abbisognano di servizi di
visibilità nei motori di ricerca è elevata, e dove purtroppo c'è ancora
molto lavoro da fare per colmare questo gap, anche da parte delle SEM
agency.
Andrea Cappello
WMR srl www.studiocappello.it
il marketing nei motori di ricerca