concordo, ma credo che le banche dati contengano numeri di persone che, per un motivo a molti sconosciuto, hanno dato il loro consenso a ricevere tali messaggi pubblicitari. O sbaglio? Perché se ci fossero case history negative potrei portarle a sostegno di un'eventuale opera di dissuasione verso questa azione.
ci andrei cauto comunque. A quanti utenti è stato estorto il numero di telefono con metodi più o meno subdoli? Non so come funziona all'estero il trattamento dei dati, ma in Italia di sicuro è un colabrodo in cui le aziende sguazzano allegramente, come tutti possono constatare quanto ricevono spam pubblicitario nella posta senza sapere perché e per come.
Per dire, anni fa scrissi ai monopolisti Telecom Italia e Pagine Gialle, ai sensi di legge e con raccomandata con ricevuta di ritorno, per chiedere info sui miei dati. Non rispose né Telecom né Pagine Gialle (ormai sono passati anni). La legge c'è ma c'è anche chi se ne frega altamente, tanto le eventuali sanzioni sono ridicole. Dice: potevi ricorrere al garante. Come no, cacciando 50 euro e mettendoti in attesa di verifiche dai tempi inevitabilmente biblici. E se la multa al gestore scorretto dovesse mai, dopo anni, arrivare, si tratta di due lire simboliche, mentre tu ti sei mangiato il fegato dal nervoso. La gente non ha tempo da perdere per impazzire dietro queste astruserie inventate per favorire lorsignori.
Quando si chiama Telecom per un guasto, ad esempio, gli operatori ti chiedono un "numero di telefono alternativo", cioè il cellulare per eventuali comunicazioni. Che fine fa quel numero? Ah saperlo! Poi mi sono sempre chiesto: se l'azienda A rivende i tuoi dati all'azienda B, e la B li rivende a C ecctera, nel momento in cui li fai cancellare all'azienda A che succede? Di preciso non lo so, ma sospetto fortemente che una volta ceduti i dati, questi sfuggano a qualsiasi controllo, per finire nei calderoni del marketing più o meno "disinibito", persi per sempre. Del resto, chi controlla? Chi sanziona? Non scherziamo: perfino il cosiddetto Garante della Privacy, all'epoca l'illustre Rodotà, scrisse nella legge una graziosa esenzione in favore di Telecom che evitava di dover chiedere il consenso al trattamento dei dati degli utenti ante legem (in Spagna invece il governo obbligò Telefònica a chiedere il consenso).
Poche settimane dopo aver cambiato casa, ricevetti la visita di un venditore di aspirapolvere. Chi lo aveva informato? Il Comune? La Telecom? L'Enel? L'Aci? Nessuno conosce, e controlla, i mostruosi intrecci di dati sensibili che avvengono sulle nostre teste. E gli eventuali, sicurissimi abusi, come dimostrano gli spionaggi allucinanti dello scandalo Telecom, o le migliaia di segnalazioni alle varie Authority, dai 144 alle suonerie, ai servizi non richiesti di tutti i tipi.
Insomma su 100 utenti finiti chissà come e chissà quando nei database degli "spammabili", sarebbe bene chiedersi, almeno in Italia, quanti abbiamo dato il loro consenso consapevole.