Re: Cerchi su google o overture? trovi sempre più monnezza

Un buon giorno a tutti.

Dopo quasi un anno di silenzio e di (ahimè) saltuaria e frettolosissima
lettura dei vari post,
sempre troppo preso da troppo di tutto, vorrei esprimere il mio
personalissimo punto di vista sull'argomento in questione.

Venerdì scorso eravamo in visita ad Overture (Milano) per accordi
commerciali e tecnici vari
ed è stato tra l'altro affrontato proprio il tema in questione, relativo
in estrema sintesi, alla qualità dei risultati della ricerca da parte dell'utenza finale.
Tale ricerca (sopratutto la qualità della medesima) rende così
interessante l'investimento da parte dell'azienda che investe in
posizionamento sponsorizzato (pay per click).

Forse tutti sanno - ma è bene sottolinearlo - che la circa la metà
dell'universo Internet
riferita alle inserzioni a pagamento sui motori di ricerca nei paesi
occidentali,
è parte del network a cui appartiene Overture, di proprietà Yahoo, mentre
l'altra metà è Google. Non saltatemi adosso, è una grossolana
approssimazione fatta
per capirci in breve ed alla veloce, ma ho ovviamente sottomano tutte le
proiezioni ed analisi
(provenienti da ogni parte) di tutto l'universo di cui sopra con le varie
cifre e stime
del caso. Ora però non interessa. In pratica il mondo
dei posizionamenti a pagamento è diviso tra i due colossi.

Le strategie sono differenti (dicono) per i posizionamenti a pagamento tra
i due e
quindi per i risultati di ricerca che dovrebbero essere (in quanto appunto
a pagamento)
assolutamente inerenti a quanto ricercato per parola chiave dall'utente.

Il mondo Overture dice che seleziona, da un punto di vista di attinenza
stretta all'argomento,
le varie inserzioni, partendo oltretutto da un costo base più alto per
singolo click e che quindi
i risultati soddisferebbero l'utenza per selezione ( ho personalmente
visionato posizionamenti
sponsorizzati nei quali un solo click costa circa 7 euro, è incredibile ma
vero).

Il mondo Google (sempre in estrema sintesi) "premierebbe" il numero di
click con
un costo base di partenza più basso per i termini più cliccati e quindi
essendo i più cliccati, sarebbero i più interessanti .

Perdonate la sintesi, ma è inevitabile. Le strategie sono differenti, buon
samaritano
non è nessuno dei due, solo il guadagno (filosofia di moda a parte -
giustamente) l'obiettivo perseguito.

Quindi, a rigor di logica, sul primo circuito dovremmo trovare (per i
risultati a pagamento)
solo risultati attinenti perchè "scartati" di default quelli non
rispondenti ai requisiti,
sul secondo solo quelli a furor di popolo acclamati come migliori e più
attinenti perchè più cliccati.
Insomma, secondo ambedue, dovremmo andare sul sicuro pressochè in entrambi
i casi.
E chi si sarebbe aspettato altro?

Altro discorso invece riguardano i posizionamenti puri, quelli che ai
motori più o meno non si pagano
(salvo quattro soldi, in certi casi ed in certi circuiti).
Quelli fatti da professionisti bravi e meno bravi, onesti e meno onesti.
Oppure bravi, ma poco onesti.
La capacità di essere posizionato nelle prime pagine (e quindi in
posizione di assoluto rilievo)
dipende da molti fattori, ma sopratutto da chi, manualmente, esegue il
posizionamento,
da chi riesce a far "leggere" il sito dell'azienda cliente dai motori.
Le strategie operative sono molte e sono segreto industriale
(anche noi abbiamo la nostra e siamo davvero bravi).
Le strategie commerciali dei vari "professionisti", invece, anche quì sono
due.

L'agenzia rispetta il contratto, ti fa andare nelle prime pagine
(l'imprenditore gongola e paga)
con parole chiave attentamente "consigliate e mirate",
ma che, oltre a generare visite per rispetto di contratto, non generano
nulla in termini di vendite o in termini di obiettivi e aspettative aziendali.

(Es: azienda che vende "lettori per cd rom", parola chiave suggerita tra
le altre,
dall'esperto in materia, "cd rom" = migliaia di visite, vendite nessuna,
perchè io, utente e giudice finale,
cercavo i "cd" e non i "lettori per cd".). Contratto rispettato, sei in
prima o seconda pagina, il report certifica che le visite ci sono e sono tante,
il cliente paga.
Non può fare altro che pagare perchè i vari contratti non recitano "questa
parola = tot. visite, ma tot parole = tot visite, oppure tot parole
= tot posizionamenti", ecc...
Anche blasonati che scrivono sovente in questa lista usano alcuni
trucchetti del genere.
(nomi ora non ne faccio, se non a preciso invito privato, ma credetemi che
ci sono i documenti documentati).
Ecco perchè trovi sempre più (siamo arrivati al tema del post) monnezza.

L'altra faccia della medaglia è l'agenzia che fa il suo lavoro, posiziona
meglio, ricerca
le parole chiave adeguate, le analizza preventivamente e indicizza il sito
del cliente adeguatamente.
Questa non fa "monnezza", ma si perde la qualità del lavoro eseguito nel
resto del marasma,
sebbene l'imprenditore questa volta, oltre a gongolare per la posizione
raggiunta, gongola per l'efficacaia
dei risultati ottenuti in termini che lui (questa volta si) conosce bene :
il guadagno.

Quindi l'arrabbiatura ed a volte lo sconforto manifestato dal navigatore
che si arrende all'evidenza,
farebbe pensare che il posizionamento puro (quello fatto dai
professionisti di settore) stia scomparendo proprio per
colpa di chi il posizionamento lo fa di mestiere, ed io, sempre a livello
personale, ritengo effettivamente che sia così
anche se devo dire che non tutti così operano.

Ma ecco che i motori, paladini del buon costume, entrano finalmente in
campo.
Se c'è l'algoritmo, allora il motore si difende, allora
loro (i motori) sono l'acqua santa, che sfornano algoritmi sempre più
selettivi.
I cattivi sono gli altri, quelli che li "aggirano" e che neutralizzano i
sovrumani sforzi fatti per eliminare la sempre più incalzante "monnezza".

Peccato però che la mia personalissima riflessione mi porti a pensare che
più i risultati sono difficili da trovare, più esiste confusione e
delusione nelle ricerche ordinarie,
più c'è in giro "monnezza", e più si vendono i pay per click (venduti dai
motori) . Peccato.

Un saluto

Stefano Vurruso
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