Il comportamento con media e linguaggi mi stimola sempre.
Come usare gli sms? e l'e-mail?
De Masi mi diceva tempo fa che la nostra condizione di ultrasessantenni
assomma su di noi la filogenesi e l'ontogenesi, nel senso che accanto alla
crescita anagrafica personale abbiamo assistito a tutta l'evoluzione
dell'umanità. Da bambini eravamo in campagna, come se fossimo al tempo di
Esiodo. Poi è arrivata l'automobile, il telefono, la radio, la
televisione, i satelliti spaziali, i computer, internet. Tutte queste cose
non c'erano, e sono nate o si sono diffuse durante la nostra vita.
Quindi siamo i più attrezzati per osservare il timido sorgere, il
prepotente diffondersi, il declinare di tecnologie, strumenti, modi di
comunicare. Un esempio per tutti è il fax, che ho visto nascere,
diffondersi e praticamente morire.
Per quanto riguarda gli sms, come è meglio usarli? Come tutto il
linguaggio, con la frequenza dell'uso. Tutti i modi di comunicare nascono
personali, idiosincratici, limitati a piccoli gruppi. Poi man mano
diventano più diffusi e radicati, fino a quando vengono scalzati da nuovi
modi di comunicare.
Anche gli sms avranno lo stesso destino. Ora cominciano a nascere e a
diffondersi, e ognuno li usa a modo suo. Con frasi originali, o con icone,
formule e abbreviazioni predisposte (evoluzione o appiattimento del
linguaggio? Boh...). Oppure per messaggi essenziali (ricordate i
telegrammi?). O per crittografie. Per dire stupidaggini. Per comunicazioni
inutili. Ridondanti. Utilissime. Ci abitueranno alla sintesi. O ci
trasformeranno in afasici pittografi dell'età del bronzo siliconato.
Mc Luhan ci ha insegnato che l'importanza di un medium non è tanto nel
contenuto dei messaggi, quanto nelle relazioni, nella rapidità e
nell'ampiezza delle relazioni. Un messaggio affidato ad una diligenza
postale e rivolto ad una sola persona creava una relazione più lenta e più
ristretta di una e-mail, che invio in pochi secondi a 200 persone in tutto
il mondo. Questo a prescindere dai contenuti, che nel caso della diligenza
possono essere una bellissima lettera di Goethe, nell'e-mail può essere un
banale "ciao, fammi sapere".
L'sms è straordinario perché mi fa usare il telefono con linguaggio
scritto/visivo (ora si sta evolvendo nel multimediale, quindi staremo a
vedere) e asincrono (non ho bisogno che il destinatario sia presente al
momento). Rispetto ad una normale telefonata mi fa risparmiare soldi e
tempo. Se sono timido mi facilita le cose. Certo, permette spam e
intasamento di messaggi scemi. Ma questo avviene con qualsiasi mezzo di
comunicazione, con la posta, con i libri, con il telefono vocale.
La sit com "Un posto al sole" ha lanciato "Un sms al sole", con cui pone
una domanda agli spettatori: "Marina la pagherà o la passerà liscia?
inviate un sms al sole". Che cos'è? Marketing? Interattività? Gli
sceneggiatori non sono gli unici demiurghi dei loro personaggi, ma si
devono confrontare con uno sciame di silenziosi sms che indicano come
potrebbe svolgersi la storia.
Tutto questo è stupido, o straordinariamente stimolante? Per me, "la
seconda che hai detto". Alla comunicazione 121 si aggiunge quella da molti
ad alcuni, e così via.
La domanda che professionisti del marketing e della comunicazione come noi
devono porsi è: che cosa sta succedendo? che cosa cambia? Ed essere
attenti più che al cosa, al come, più che ai contenuti, alle relazioni. Se
poi l'sms non ci piace, abbiamo tanti altri modi di comunicare (io per
esempio uso molto di più l'email).
SMS a tutti 
Umberto Santucci
www.umbertosantucci.it
064402541
3333010887